L’alfabeto dei sintomi delle intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari dei cani e gatti crescono continuamente, arrivando ad essere la prima causa di patologia sia negli esseri umani sia in tutti gli animali che vivono loro intorno (non esistono negli animali selvatici, per un solo semplice motivo, questo animali non devono fare i conti con gli alimenti prodotti dall’uomo, distantissimi come composizione da quelli che ha creato la natura).

Purtroppo, questi fenomeni vengono clamorosamente sottovalutati per i seguenti motivi:

  • Non esistono metodi affidabili per identificarli;
  • Nessuno ha ancora chiarito che le intolleranze sono provocate raramente dagli alimenti in quanto tali, ma quasi sempre alla loro contaminazione chimica
  • Per la scienza, quando non vi è una chiara dimostrazione scientifica, il fenomeno non esiste.

Le reazioni dell’organismo alle intolleranze

L’organismo, quando viene a contatto con i residui chimici e farmacologici che sono presenti costantemente in tutti gli alimenti, può reagire in quattro modi diversi, a seconda della sensibilità individuale, dell’efficienza dei meccanismi di difesa, del grado di tossicità del residuo, della sua quantità e del tempo con cui vengono assunti:

1) mettere in moto uno o più emuntori per allontanarne la maggiore quantità possibile;

2) “accendere” uno o più processi infiammatori;

3) subirne l’effetto con danneggiamento degli organi e delle sue funzioni;

4) stoccarlo in qualche tessuto, come l’osso e il grasso, o cercare d’incapsularlo ad esempio all’interno di cisti.

Analizziamo i vari punti:

1) l’azione degli emuntori si evidenzia con fenomeni molto semplici e comuni, come la lacrimazione, la salivazione, la comparsa di uno scolo, il vomito, la diarrea, la forfora, la seborrea, l’acne, la sudorazione: è semplice capire che tutti questi fenomeni hanno lo scopo di allontanare dall’organismo le sostanze tossiche;

2) il processo infiammatorio, che può comparire a qualsiasi organo, ha stessa funzione dei nostri inceneritori: si occupa di distruggere le sostanze tossiche;

3) quando il tossico è troppo forte o si è troppo sensibili, l’organismo subisce dei danni che possono manifestarsi ovunque, danni che denominiamo erroneamente “intolleranze alimentari”, erroneamente perché gli alimenti fungono da semplici veicoli dei residui chimici e farmacologici che sono la vera causa.

I sintomi delle intolleranze alimentari – La mia esperienza

Quando affermo che i danni si possono manifestare a qualsiasi organo, lo dico con cognizione di causa perché sono 44 anni che studio questi fenomeni nei cani e nei gatti (e invito chi vuole approfondire l’argomento di andare sul sito www.forza10.com) avendone vissuto la nascita e, per la legge del contrappasso, da qualche anno, ne sono coinvolto pesantemente in modo personale.

  • Ho reazioni molto fastidiose con moltissimi alimenti, e ciascuno di essi mi provoca sintomi diversi, molto semplici da associare perché compaiono quasi tutti in tempo reale dopo l’assunzione, durando per fortuna, da qualche ora a meno di una giornata.
  • Premetto che non sono squilibrato, e che, se ve ne parlo, è perché il rapporto causa effetto è a prova di stupido.
  • Prestate attenzione a quanto vi racconto, perché molti di voi scopriranno l’origine di vari disturbi che li assillano cronicamente, periodicamente o saltuari:
  • I disturbi che ho collegato con sicurezza a diversi alimenti (specie latte, pomodoro, pasta e pane, quasi tutti i tipi di olio, patate, molta frutta e verdura sia fresca che secca e/o cotta, specie banane, mele e pere, fagiolini, pomodori, olive, mandorle, nocciole, noci), legumi vino, aceto e alcool. Tutti questi alimenti non mi danno sempre la stessa reazione, il ché conferma che dipende da quanto sono contaminati;
  • Mi salvo, invece, con il riso, la polenta, la pasta di mais, il pesce, la carne.
  • I sintomi che compaiono, variamente combinati, sono i seguenti:

A) acufene (il fischio all’orecchio), che quasi sempre si manifesta subito dopo il pasto, anche se a volte compare dopo due o tre ore;

B) secchezza oculare: stesso modo di manifestarsi dell’acufene;

C) calo della vista, con difficoltà di accomodamento quando guardo lontano dopo aver letto o usato il computer;

D) improvvisi disturbi dell’attenzione, che mi fanno dimenticare qualcosa che dovevo fare o prendere;

E) dislessia, che personalmente si manifesta con inversione delle lettere o con l’aggiunta della “a” dopo la “e” anche dove non c’è;

F) gonfiore addominale; mi si formano dei veri e propri lardelli ai fianchi e mi si gonfia l’area attorno ai capezzoli;

G) disturbi dell’urinazione e improvvisa e terribile urgenza di urinare;

H) Improvviso dolore al petto sotto sforzo, simile all’angina, che però mi viene solo quando mangio troppo pomodoro;

I) Patina densa alle labbra, circa 3 ore dopo il pasto;

J) tachicardia ed extrasistoli (questo sintomo mi ha tormentato molti anni fa durante la notte, finché, per caso, ho scoperto che erano dei panetti/grissini che, evidentemente, contengono qualcosa che mi fa male;

L) serie improvvisa e continua di sbadigli esagerati;

M) breve stato di depressione;

N) risveglio notturno, una o due volte;

O) reazioni esagerate a stimoli non importanti;

P) netta rigidità del corpo e dolori di schiena;

R) contrattura delle dita e spesso anche delle braccia;

S) Lievi segni di barcollamento o incoordinazione (esame neurologico negativo);

T) Dolore ad un cordone del collo;

U) Catarro improvviso;

V) Colio dal naso;

Z) Sanguinamento dalla gengiva superiore.

Che ne dite, son messo proprio bene, sembra che abbia usato apposta tutte le lettere dell’alfabeto, ma ho solo elencato sinceramente tutti i miei guai. Per fortuna tutti questi sintomi, se non mangio l’alimento incriminato, scompaiono in poche ore e sono sopportabili.

Reazioni di difesa

Queste patologie (anche se, la maggior parte delle volte, sono “reazioni di difesa”, perché molti sintomi non sono altro che i meccanismi mette in atto per distruggere o allontanare le sostanze estranee che sono presenti in TUTTI gli alimenti). In pratica, gli alimenti mostrano di essere un semplice veicolo di residui chimici e farmacologici che derivano dall’uso sempre più massiccio della chimica e della farmacologia per produrre di più. Ciascun essere vivente, secondo la propria sensibilità individuale, presenterà reazioni al suo organo più sensibile in tempi e modi diversi. Le prove d’intolleranza non sono affidabili perché testano l’alimento e non ciò che contiene, vera causa del problema. Gli animali domestici ci aiutano moltissimo a capire questo meccanismo perché vivono 5 volte meno dell’uomo, in pratica all’acceleratore.

Sarò felice se qualcuno commenterà quanto vi ho raccontato e se qualcuno confermerà con qualche sua esperienza.

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