Fitoterapia

La fitoterapia nel trattamento di sintomatologie e patologie nei cani e nei gatti

Negli ultimi anni, anche nella veterinaria, si è assistito a un frequente utilizzo della fitoterapia. Questa importante disciplina merita però approfondimenti specifici per l’uomo e per ogni specie animale destinataria delle indicazioni, elemento del quale molti operatori del settore non hanno debitamente tenuto conto.

Nel cane e nel gatto l’utilizzo di piante ed erbe deve, infatti, essere applicato con estrema cautela. Sono necessarie conoscenze specifiche di farmacocinetica e di farmacodinamica, e non possono essere trasferite tali e quali dal campo umano. Questo perché cane e gatto, oltre ad avere una fisiologia e un metabolismo diverso rispetto all’uomo, possono presentare a livello epatico carenze enzimatiche che rendono tossiche determinate sostanze attive contenute nelle piante, ad esempio nella famiglia delle Liliacee che comprende tra le altre, cipolle, aglio, porri o la pianta del cacao utilizzata nella produzione del cioccolato.

La capacità di formulare alimenti nutraceutici e funzionali, che siano di estrema efficacia nel trattamento di sintomi e patologie per gli animali da compagnia e siano in grado di mantenerli in ottime condizioni di salute, deriva da un’esperienza unica maturata dalla nostra azienda, che da vent’anni si occupa di intolleranze alimentari e problemi legati all’alimentazione.

Il tutto grazie al dottor Gianandrea Guidetti, ricercatore e uno dei massimi esperti di fitoterapia in ambito zootecnico. La fitoterapia applicata a cani e gatti domestici ha permesso di affinare le conoscenze nel settore degli alimenti con nozioni che hanno notevolmente incrementato l’efficacia delle nostre formule, riducendo in maniera drastica i tempi necessari per ottenere gli effetti desiderati e assicurando una importante integrazione a carattere preventivo nelle diete di mantenimento.

Le piante: una vera e propria “farmacia” a disposizione dei nostri piccoli animali

Parti di piante molto vitali, quali le gemme, i germogli, le radici, i semi e le alghe vengono da noi impiegate nel regolare la risposta immunitaria in numerosi disturbi su base alimentare quali:

  • Varie patologie della pelle quali dermatiti, dermatosi, rash cutanei, piodermiti, hot-spot
  • Congiuntiviti
  • Problemi intestinali
  • Disturbi del cavo orale e delle prime vie respiratorie
  • Disturbi dell’orecchio
  • Malattie autoimmuni

Il nutraceutico, l’alimento-farmaco in grado di risolvere i disturbi su base alimentare

Cane e gatto sono considerati animali “sentinella”, poiché adottano lo stesso stile di vita dell’uomo, vivono insieme a lui e assumono sia passivamente sia attivamente gli stessi inquinanti introdotti attraverso l’aria che si respira, la stessa alimentazione che utilizza scarti industriali impiegati per la preparazione del cibo dell’uomo, gli stessi gas presenti nelle abitazioni e altre radiazioni elettromagnetiche che invadono la nostra vita. Il fatto che questi fedeli compagni vivano mediamente un quinto della vita di un uomo e che abbiano un metabolismo accelerato rispetto al nostro è un altro fattore importante per definirli animali “sentinella”.

I nutraceutici possono essere considerati un modo efficace e fisiologico per evitare di introdurre sostanze tossiche e per fornire contemporaneamente all’organismo sostanze attive fondamentali per il mantenimento di uno stato di salute ottimale, questo sia per i piccoli animali sia per l’uomo. L’alimento-farmaco, ovvero il nutraceutico, rappresenta una via di somministrazione molto interessante e biodisponibile, idonea ad assicurare una perfetta assunzione dei fitocomplessi presenti nelle droghe. Le difficoltà di assunzione delle varie forme farmaceutiche, negli animali, nei bambini, negli anziani o in alcuni soggetti in degenza sono evidenti; il fitocomplesso opportunamente dosato e incluso in un alimento assicura una somministrazione costante nel tempo per tutta la durata della terapia.

Le piante: i superalimenti altamente biodisponibili che salvano la vita

Partiamo dal presupposto che sia l’organismo del cane e del gatto sia quello dell’uomo richiedono quotidianamente l’assunzione di quote significative non solo di macronutrienti (proteine, carboidrati, grassi, fibra, minerali) ma anche di micronutrienti, quali vitamine, oligoelementi, acidi grassi essenziali, enzimi e fitonutrienti ad azione antiossidante. Una dieta antiossidante ha il vantaggio di fornire all’organismo, oltre questi preziosissimi agenti protettivi, anche le quote necessarie sia di macro che di micronutrienti.

Il risultato è quello di ottenere non solo gli effetti protettivi contro l’infiammazione, ma anche di assicurare all’organismo una dieta perfettamente incentrata sul benessere.

Ricordiamo che l’alimentazione sta alla base dell’omeostasi, ovvero della capacità dell’organismo di mantenere un perfetto stato di salute, questo nell’uomo così come nel cane e nel gatto. Tra le cause che compromettono il delicato equilibrio, un ruolo determinante lo assume l’alimentazione rispetto all’inquinamento ambientale, sul quale, purtroppo, non riusciamo ad esercitare un diretto controllo.

Introdurre alimenti non deve essere considerato solo dal punto di vista gratificante o nutrizionale.

L’interpretazione prevalente, quella del cibo spazzatura o quella del “veleno o medicina” viene considerata materia solo per fanatici salutisti. Da “la tua medicina” di Ippocrate il cibo è diventato “il tuo veleno”; ecco che la quotidianità e la routine delle abitudini alimentari determinano un progressivo peggioramento o miglioramento della salute di ognuno. Tutto questo sta in noi, nelle nostre scelte che ricadono volontariamente o involontariamente anche sulla salute dei nostri cari, cani e gatti compresi.

Sono concetti semplici ma di enorme importanza; proprio perché elementari, vengono trascurati dalla stragrande maggioranza delle persone, creando incalcolabili danni a se stessi e alla collettività.

Non basta che frutta e piante compaiano tra gli ingredienti per ottenerne benefici effetti

In seguito alla crescente diffusione della conoscenza delle caratteristiche di alcune specie vegetali, molte aziende produttrici di pet food hanno iniziato a includerle nelle proprie formulazioni, vantandone i relativi benefici effetti, ma in molti casi l’efficacia di questi prodotti è fortemente limitata da problemi causati dall’esposizione alle alte temperature durante la fase di estrusione delle crocchette (oltre 100 gradi). Sappiamo infatti che la stragrande maggioranza dei principi attivi di origine vegetale è estremamente sensibile al calore, con alcuni di essi che vengono degradati addirittura a partire dai 27 gradi, come ad esempio i preziosi polifenoli contenuti nell’olio di oliva.

Come garantiamo l’efficacia dei fitocomplessi in SANYpet – Forza10

La problematica della preservazione delle caratteristiche dei fitocomplessi è stata affrontata e brillantemente risolta dal nostro centro Ricerca e Sviluppo grazie a due diverse tecnologie: MICROINCAPSULAZIONE e AFS, quest’ultima messa a punto e brevettata dal nostro centro Ricerca e Sviluppo.

Queste tecnologie permettono anche un rilascio graduale che favorisce l’assorbimento dei principi attivi nel tratto intestinale.

I problemi legati alla stabilità del fitocomplesso negli alimenti che subiscono processi industriali, provocati soprattutto da stress termici, rappresentano un punto critico che può essere risolto solamente con l’utilizzo in campo alimentare di determinate tecniche di protezione, quali la microincapsulazione o l’utilizzo di compresse alimentari (AFS) contenenti i principi attivi, lavorate a freddo e addizionate direttamente all’alimento. D’altra parte la difesa delle sostanze termolabili o che si degradano in funzione del tempo a causa di fenomeni ossidoriduttivi e che sono incluse nella matrice alimentare non presenta sistemi efficaci che ne proteggano e salvaguardino l’attività funzionale e soluzioni alternative obiettivamente non esistono; di fatto le soluzioni efficaci per la protezione delle sostanze termolabili e degradabili in funzione del tempo, su matrici nutraceutiche alimentari, sono molto deboli. La nostra soluzione di utilizzare la microincapsulazione dei principi funzionali attivi e l’AFS rappresenta la grande novità industriale in questo campo.

Le parti attive delle piante officinali

Le piante officinali contengono parti attive (così si chiamano le parti della pianta che hanno capacità curative) che possono trovarsi nelle foglie, nel fiore, nel frutto, chiamate parti aeree, o nella radice o nel rizoma, chiamate parti sotterranee. Alcune piante hanno più parti attive, ad esempio l’ortica, le cui parti aeree contengono vitamine del gruppo B e molti minerali che la rendono idonea alla cura dell’acne, oltre che vantaggiosa per unghie e capelli deboli, mentre la radice contiene steroli che curano l’ipertrofia e l’adenoma prostatico.

Perchè le piante producono così tante sostanze in grado di proteggere efficacemente il nostro organismo

I vegetali rappresentano gli organismi viventi più adattabili, ma non potendosi “muovere” sono stati costretti a elaborare vere e proprie strategie difensive, producendo sostanze chimiche in grado di difenderli dagli attacchi di funghi (antifungini), microbi (antibiotici), virus (antivirali) e insetti (antiparassitari).

Dobbiamo sottolineare inoltre come quasi tutte le piante, per difendersi dai danni provocati dalle radiazioni ultraviolette, producano preziosissime sostanze antiossidanti, prevalentemente polifenoli, quali flavonoli, flavoni, catechine, flavanoni, antocianidine e isoflavonoidi.

Le piante officinali sono in grado, se somministrate inalterate attraverso il cibo industriale, di aiutare l’organismo a difendersi dagli attacchi costanti a livello cellulare delle sostanze xenobiotiche (gli inquinanti) introdotte attraverso l’alimentazione, o di proteggere dai danni causati da sostanze esterne quali, ad esempio, radiazioni elettromagnetiche, polveri sottili, gas radioattivi come il radon.

Le piante, e soprattutto alcune loro parti quali le radici, le gemme, i germogli, i semi e le alghe, permettono inoltre una digeribilità e un’assimilazione ottimale delle sostanze naturalmente contenute.

I fitocomplessi presenti, infatti, sono metabolizzati senza particolare aggravio a carico degli organi digestivi ed escretori, poiché l’organismo li riconosce come compatibili.

I principali rimedi titolati e standardizzati di utilizzo innovativo nel pet-food quali Bioflavonoidi da agrumi, Polifenoli da Thè Verde, Licopene da Alghe, Resveratrolo da Centinodia, Carvacrolo da Origano, Acidi boswelici, Melaleuca, Echinacea, Lespedeza, Rosa Canina, Artiglio del Diavolo, Salvia, Timo, Propoli, sono alcune delle sostanze impiegate nella moderna nutraceutica.

Le intolleranze alimentari, il ruolo del ginseng e dell’ananas e l’effetto immunomodulante

La Bromelina ed i Ginsenosidi hanno mostrato un ruolo significativo nella prevenzione e cura di svariate patalogie legate ai disturbi alimentari quali allergie e intolleranze. Queste due sostanze ottimizzano e completano una formulazione vincente, veramente efficace, che ha cambiato le sorti di molti cani e gatti, in Italia e nel mondo.

Altre piante e soprattutto parti di queste molto vitali, quali le gemme, i germogli, le radici, i semi e le alghe, si sono dimostrate utili nel regolare la risposta immunitaria in numerosi disturbi su base alimentare quali dermatiti, dermatosi, rash cutanei, piodermiti, hot-spot, congiuntiviti, problemi intestinali, disturbi del cavo orale e delle prime vie respiratorie, disturbi dell’orecchio, ecc.

L’impiego di fitoestratti o di piante conosciute per il loro apporto di nutrienti specifici e l’integrazione dell’alimentazione con Omega3 rappresentano due elementi distintivi di formulazioni nutraceutiche appositamente studiate per i cani e gatti.

In questo modo la dieta nutraceutica favorisce il ripristino delle funzioni organiche dei soggetti che possono essere animali o l’uomo stesso, nello sviluppo della medicina comparata.

Lo studio delle relazioni che correlano il metabolismo energetico, e la sua regolazione, alla capacità funzionale del sistema immunitario sembra indicare il coinvolgimento di molecole “chiave” del rapporto “metabolismo/risposta immunitaria”, le quali, se “modulate” con i nutraceutici a base di piante, possono ingenerare effetti immunostimolanti sulle principali funzioni dell’attività linfocitaria. Inoltre, appare evidente la capacità di alcuni nutraceutici di indurre il recupero funzionale di alcuni elementi chiave della regolazione delle risposte immunitarie e dei meccanismi di controllo della tolleranza verso i tessuti e gli organi dell’organismo. Inoltre, appare avere un ruolo fondamentale anche la risposta cellulare di tipo anti-ossidante, poiché questi nutraceutici modificano significativamente l’atteggiamento funzionale di eliminazione dei radicali liberi e di potenziamento delle capacità enzimatiche rispetto a questa funzione “scavenger” correlata. È auspicabile che queste ricerche possano dimostrare la specificità dell’azione anti-ossidante, immuno-stimolante e immuno-regolatoria delle sostanze nutraceutiche a base di piante aggiunte nelle diete destinate ai cani e gatti e poi trasposte sull’uomo.

La mia azienda

parla chiaro

Un’Azienda votata alla Salute

SANYpet, nel nostro Paese, è diventata Leader nel settore degli alimenti dietetici per cani e gatti. Il merito di questo risultato è da attribuire all’indiscussa efficacia e qualità delle proprie formule. 
Il patrimonio aziendale di conoscenze nelle patologie di origine alimentare ha costituito la base del progetto più ambizioso di SANYpetIl Progetto Salute.

Progetto salute

SANYpet ha stabilito di indirizzare tutta la propria ricerca esclusivamente su alimenti che, in modi differenti, possano garantire il migliore stato di salute possibile ad ogni cane e ad ogni gatto.

Le chiavi fondamentali del Progetto salute

Due le chiavi fondamentali per realizzare concretamente questo progetto:

  • la prima è l’utilizzo di alimenti “privi” degli inquinanti chimici e farmacologici più tossici, ipoallergenici e conservati naturalmente;
  • la seconda è l’inserimento, in ogni singolo prodotto, delle preziose sostanze naturali che la natura ci ha messo a disposizione per risolvere la vera emergenza sanitaria del mondo moderno: infiammazioni croniche, intolleranze alimentari, allergie e patologie autoimmuni.

Il ruolo dell’inquinamento

Nessuno può meravigliarsi che fenomeni quali infiammazioni croniche, allergie e intolleranze siano sempre più diffusi: la quantità di sostanze inquinanti più disparate che ciascun diverso alimento, ma anche l’aria e l’acqua, si portano dietro è tale da costringere l’organismo a continue reazioni positive di difesa (intolleranze alimentari) o ad andare in “tilt” con reazioni negative del sistema immunitario (allergie, shock anafilattici e patologie autoimmuni).

Il passato e il presente

Le varie Linee FORZA10 sono nate dalle ricerche e dall’esperienza dei veterinari SANYpet, e tutti i consumatori di FORZA10 sono sinceri testimonial della qualità, ma ancor più dell’efficacia, delle Linee Diet, Maintenance, Basic e Omegafull nel raggiungere e mantenere lo stato di salute.

Il futuro è già presente

Il reparto Ricerche e Sviluppo dell’azienda, dopo ulteriori e approfonditi studi, è sicuro di avere identificato una nuova pietra miliare nel difficile cammino verso la salute: la nuova Linea Nutraceutica.

Il RIS SANYpet

L’intero patrimonio  di esperienza e di studi sulla veterinaria, sull’omeopatia, l’agopuntura e sulle intolleranze alimentari, maturato in oltre trenta anni di lavoro nella mia clinica di Padova, è confluito nel reparto Ricerca e Sviluppo di SANYpet (RIS), di cui sono responsabile.
Del RIS fa parte anche il Dott. Gianandrea Guidetti, farmacista profondo conoscitore della fitoterapia e della medicina naturale in genere. Il Dott. Guidetti è stato sicuramente il vero pioniere e il più grande esperto dell’alimentazione biologica e della fitoterapia applicata a cani e gatti, ed è sicuramente una grande opportunità averlo nella famiglia SANYpet.

Gli obiettivi del RIS

L’obiettivo del RIS è quello di ideare, studiare e creare tutti quegli strumenti che permettano di realizzare la“MISSION” di SANYpet: la salute attraverso l’alimentazione.

Un’evoluzione straordinaria

La Linea Nutraceutica FORZA10 (Active e RESET), ultimo nato in casa SANYpet, ha l’obiettivo di curare attraverso l’alimentazione e unisce la riconosciuta azione delle classiche formule monoproteiche Diet contro le intolleranze alimentari e le allergie ad una straordinaria efficacia nella risoluzione delle patologie infiammatorie croniche dei principali apparati.

SANYpet, la migliore garanzia

Tutte le Linee FORZA10 sono nate dall’esperienza clinica e dalle conoscenze tecnico-scientifiche del Dott. Sergio Canello e del suo staff di veterinari: quale migliore garanzia per chi ama il proprio animale? E quale migliore garanzia, per chi si vuole accostare a FORZA10, delle testimonianze di moltissimi proprietari soddisfatti e dei veterinari che li assistono?

L’efficacia

SANYpet, con la sua Linea Nutraceutica, può affermare con orgoglio di avere messo a punto delle formule uniche ed inimitabili, frutto di un’esperienza clinica e scientifica assolutamente ineguagliabile.

FORZA10 mantiene quanto promesso

In tutta la comunicazione di SANYpet sui propri prodotti, emerge con chiarezza una formale garanzia di risultato. Ciò nasce dalle migliaia di esperienze positive maturate e dai numerosissimi ringraziamenti che abbiamo ricevuto negli anni dai nostri clienti: non esiste in assoluto un prodotto che possa accontentare tutti, ma, con FORZA10, abbiamo la soddisfazione di andarci vicino.

Le materie prime

Le materie prime cerealicole utilizzate sono di origine italiana. Non viene utilizzata alcuna materia prima proveniente dal mercato asiatico. Tutti i fornitori sono monitorati con controlli nelle loro sedi (Audit periodici).

Le materie prime di origine animale

Il pesce proviene da mari non inquinati (Pacifico meridionale, Islanda), da produttori che gestiscono in modo responsabile l’ecosistema marino (cruelty free fishing).
Le materie prime di origine animale provengono esclusivamente da allevamenti estensivi riguardo alle carni alternative (cervo, cinghiale) e da allevamenti certificati biologici per il pollo, l’agnello e il manzo utilizzati nella Linea Biologica.

L’attenzione agli inquinanti

Particolare attenzione viene rivolta alle analisi per la ricerca dei contaminanti più pericolosi (melamina, aflatossine, diossina e PCB, metalli pesanti).
Tutti i controlli effettuati su questi pericolosi inquinanti hanno dato esito negativo.

La sicurezza e gli strumenti di controllo

SANYpet dispone di strumenti tecnici e di severe procedure di controllo in grado di monitorare l’intera filiera di produzione e tutte le materie prime sono soggette, già in entrata, a controlli e analisi approfondite. La struttura, oltre ad essere dotata di strumenti come uno spettrofotometro (NIR) in grado di dare risultati analitici in tempo reale, si avvale di laboratori esterni accreditati per la rilevazione degli inquinanti pericolosi oggetto di allerte sanitarie costantemente segnalate tramite sistema R.A.S.F.F. (Rapid Alert System For Food And Feed) da parte dell’Unione Europea.

Un prodotto italiano

Tutte le Linee secche FORZA10, sono prodotte nei pressi di Padova, nel nuovissimo stabilimento produttivo SANYpet.

Uno stabilimento all’avanguardia

Nell’Aprile 2008 è stato inaugurato, nei pressi di Padova, il nuovo stabilimento SANYpet, vero fiore all’occhiello dell’industria italiana. Le metodiche di produzione garantiscono ottimi parametri di valore biologico, uniformità, digeribilità, appetibilità e conservazione.

Le certificazioni

DNV: SANYpet ha ricevuto la certificazione DNV completa, garanzia di accurata organizzazione e controllo di ogni fase, dalla ricerca e sviluppo alla progettazione fino alla commercializzazione. 

Biologicoil nuovo stabilimento, tecnologicamente molto avanzato, è stato da subito certificato sia per la produzione di alimenti dietetici e di mantenimento, sia (sotto il controllo del C.C.P.B., ente certificatore e di sorveglianza) per la produzione di alimenti biologici.   

Information Resources Incorporatedl’azienda, già dal 2006, può vantare, relativamente al territorio italiano e attraverso i dati statistici di un Istituto Internazionale Certificatore (IRI), la leadership nel settore degli alimenti dietetici per cani e gatti.

La solidarietà

SANYpet presta particolare attenzione anche nel campo della solidarietà: a tal proposito ha, alla data odierna, adottato a distanza 22 bambini, impegnandosi ad aumentare tale numero ogni anno; dà un contributo al Telefono Azzurro-Rosa, organizzazione che si occupa della scottante tematica della violenza ai minori; ha realizzato alcuni pozzi in Etiopia, che danno acqua a migliaia di persone.

L’Etica

SANYpet è un’azienda molto attenta anche all’etica: tutte le dichiarazioni relative ai propri prodotti sono rigorosamente veritiere. Anche i rapporti con i propri clienti sono basati sul rispetto della parola data e su una pronta risposta a qualsiasi problema evidenziatosi.

Le collaborazioni con i centri di ricerca

  • Nella Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli è in corso uno studio clinico, basato sull’utilizzo della Referenza Immuno Active, sulla Leishmaniosi;
  • nel Centro Militare di Grosseto, commissionato dal Ministero della Difesa, è stato effettuato uno studio clinico, basato sulla referenza Condro Active, relativo alle patologie dell’accrescimento;
  • nel Centro Cinofilo della Guardia di Finanza di Castiglion del Lago in provincia di Perugia, è stato condotto uno studio clinico sulla fertilità femminile, basato sulla referenza Reproduction Active, e uno sulla displasia, basato sulla Referenza Condro Active;
  • nella Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia, si è conclusa, una sperimentazione clinica sulla fertilità e sulla gravidanza, basata sulla Referenza Reproduction Female Active;
  • nella Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino, si è conclusa una sperimentazione clinica, sulla fertilità maschile, basata sulla Referenza Reproduction Male Active;
  • nella Facoltà di Medicina Veterinaria di Pisa, si è conclusa una sperimentazione clinica, sullo stress ossidativo e sul potere antiossidante di determinate formulazioni.

Le collaborazioni con i colleghi

OTO Active
Dopo la felice conclusione del protocollo multicentrico sugli effetti di FORZA10 Diet sulle patologie di origine alimentare, si è concluso il protocollo clinico relativo alla referenza OTO Active e alla sua azione in caso di otite cronica o recidivante. I risultati, consultabili sul nostro sito www.forza10.com, evidenziano che, su 105 cani messi sotto sperimentazione clinica con OTO Active da parte di 95 veterinari liberi professionisti, l’89% ha evidenziato la completa scomparsa di questa difficile patologia.
Solo un caso su 105 non ha evidenziato, alla fine del periodo di dieta, alcun miglioramento della sintomatologia.

Intestinal e Dermo Active
Sono disponibili i risultati degli studi scientifici condotti sulle referenze Intestinal e Dermo Active, che hanno evidenziato una efficacia già nei primi 10 giorni nel ridurre in maniera sensibile le manifestazioni a carico di cute e apparato digerente.

Cruelty free

SANYpet : 

  • non esegue né commissiona test invasivi sugli animali sia durante la fase di studio e produzione del prodotto sia per la comprova della sua efficacia. I test invasivi consistono nell’indurre patologie in animali sani e provare a curarli con alimenti specifici. L’azienda effettua esclusivamente prove di appetibilità del prodotto (nell’habitat naturale dell’animale) e verifiche cliniche dei benefici dello stesso sulla salute degli animali;
  • utilizza, di norma, materie prime e additivi non testati su animali da terzi;
  • incoraggia il “consumo consapevole”, data la sempre maggiore sensibilità del consumatore finale a reperire e utilizzare prodotti che abbiano un minore impatto negativo dal punto di vista etico, ecologico, sociale e della salute animale.

Il numero verde

E’ anche stata la prima azienda italiana del settore ad avere attivato un numero verde (800.99.33.98) al servizio di tutti i propri interlocutori: veterinari, grossisti, dettaglianti, allevatori e proprietari. Personale sempre gentile e disponibile fornisce, negli orari di ufficio, tutte le informazioni del caso e cerca di risolvere al meglio le eventuali “grane”.

La garanzia della sicurezza

SANYpet, al fine di poter garantire la propria Mission, il “Progetto Salute”, ha deciso di utilizzare pochissime tipologie di materie prime e di ottima qualità, il modo migliore per poter garantire controlli accurati lungo tutta la filiera e l’assoluta sicurezza di tutta la propria produzione.

Le materie prime biologiche

Inoltre, le materie prime, quali frumento o altri cereali (che potrebbero essere più soggetti ad inquinamento da parte di sostanze pericolose), sono tutte di origine italiana, biologica e sottoposte a severi controlli da parte dell’Organizzazione e dell’Ente certificatore (C.C.P.B.).

I fornitori

I fornitori subiscono delle accurate visite di controllo periodiche (Audit) da parte dei nostri addetti alla qualità.Non vengono in alcun modo utilizzate materie prime provenienti dai mercati asiatici.

La tecnologia

Tutti i Nutraceutici FORZA10, pur completamente naturali, sono un concentrato di tecnologia:uniscono il valore biologico del pesce, del mais e dell’olio di pesce, di dimostrata efficacia contro le patologie di origine alimentare, ad un eccezionale pool di principi fitoterapici specifici per ogni referenza.

I principi naturali

Papaia, Melograno, Aloe, Ginseng, Ananas, Bardana, Malva, Ribes, Origano, Castagna, Salvia, Propoli, Lisozima, Curcuma, Echinacea e Melaleuca sono solo alcuni degli antiossidanti e fitoterapici aggiunti, secondo le specifiche proprietà, alle diverse referenze Active. Le loro più importanti attività sono quelle antiossidanti, antinfiammatorie, immunomodulanti e antitumorali.

Il ruolo della fitoterapia 

Inarrestabile, negli ultimi anni, la rivalutazione della fitoterapia, madre indiscutibile della medicina: a dimostrazione della sua efficacia, più del 50% dei farmaci attualmente in commercio contiene sostanze provenienti dal regno vegetale.

Leggi l’articolo completo sulla fitoterapia

La salute brevettata!

AFS® (ACTIVE FRESH SYSTEM®): una tecnica rivoluzionaria al servizio della salute.
Il processo di cottura di qualsiasi tipo di crocchetta (estrusione) arriva fino a 100 gradi, determinando una diminuzione di attività dei principi attivi aggiunti alla formula.
Il Centro Ricerche e Sviluppo SANYpet ha identificato la soluzione definitiva del problema: la tecnica brevettata AFS® che consiste nel miscelare al 7% le crocchette al pesce con speciali compresse a forma di cuore. Queste compresse vengono realizzate a temperatura ambiente, permettendo di preservare totalmente l’efficacia dei principi attivi aggiunti.

Un alimento dietetico europeo

L’utilizzo di fonti selezionate di proteine, carboidrati e grassi (pesce di mare, riso e olio di pesce ad elevato valore biologico), permette l’inserimento della Linea Nutraceutica e Diet nella Legislazione Europea degli alimenti dietetici (Dir. 2008/38/CE).

La ricerca sulla fertilità

30 anni di esperienza in campo clinico mi hanno permesso di studiare e realizzare degli alimenti nutraceutici (cura attraverso l’utilizzo di piante medicinali nell’alimentazione) in grado di riportare in molti casi l’organismo del maschio e della femmina in condizioni fisiologiche, ripristinando, nel maschio, la spermio genesi e la libido; nella femmina, il ritmo regolare dell’estro, il compimento fisiologico del parto, il numero naturale di cuccioli per cucciolata e la mortalità neonatale.

Sono ormai numerosi i casi in cui ho verificato che il ristabilimento delle condizioni fisiologiche attraverso un’alimentazione corretta assicura un ritorno alla normalità del parto. Come ulteriore conseguenza positiva, si assiste a una diminuzione drastica delle emorragie post partum (influenzate anch’esse dal grado di elasticità dei vasi sanguigni), con conseguente riduzione dello stato di debilitazione successivo della mamma e dei fenomeni di schiacciamento dei cuccioli a opera involontaria della mamma.

Senza gravi emorragie post partum, anche lo stato di nutrizione dei neonati verrà influenzato positivamente da un latte più completo e ricco, semplificando la vita a tutti (proprietario, cagna e cuccioli).

La comparsa di nuovi quadri clinici

Già dopo un paio d’anni di lavoro, il quadro “fisiologico” del cane e del gatto si è assai rapidamente trasformato. Sono subentrati, in un modo che si può definire violento, due vistosi cambiamenti, il primo a livello delle patologie presenti, il secondo relativo al comportamento.

Riguardo al primo punto, si sono sviluppati nuovi quadri patologici di forte o fortissima intensità, assolutamente assenti negli anni precedenti. L’organo più colpito era la cute con dermatiti secche o umide di notevole gravità, con numerosissimi animali colpiti in modo più o meno grave. Frequentissimo l’hot spot, piaga cutanea che l’animale si auto-provoca mordendosi o grattandosi furiosamente nella zona della spalla, del dorso o della groppa. Non è che l’animale impazziva, semplicemente provava un tale prurito da arrivare a “massacrarsi” in zone, comunque, circoscritte. Durante l’estate, arrivavo a vedere sei o sette casi al giorno di patologia. Sono esplose le piodermiti, con animali che avevano gli spazi interdigitali cosparsi di vesciche e bolle piene di pus. Anche i gomiti e il mento erano spesso gravemente colpiti da questo problema. Altrettanto numerosi erano i cani colpiti alla cute del ventre, con ispessimenti che arrivavano alla pachidermia (pelle spessa come quella di un elefante) e alla lichenificazione (ispessimento caratterizzato da numerosi solchi). Molti maschi erano colpiti dalla dermatosi dello scroto. La pelle di questo delicato organo s’ispessiva , era molto dolorante e il povero animale doveva sedersi con estrema precauzione, lambendosi la parte con la lingua per attenuare il dolore. Anche le otiti erano gravissime, normalmente cronicizzanti e monolaterali, frequentemente con una tale situazione di degenerazione dei tessuti da costringere i colleghi a creare nuove tecniche chirurgiche per cercare di risolvere tali casi (si arrivava a modificare la struttura del condotto uditivo per drenare l’orecchio dalle abbondantissime secrezioni purulente, secrezioni che provocavano ulcerazioni e proliferazioni cellulari impressionanti). Nei casi più gravi, vi erano colleghi che arrivavano ad asportare completamente il condotto uditivo. Chiaramente, le dermatiti sono sempre esistite, ma i sintomi e le modalità delle nuove forme riscontrate erano nettamente diverse e più violente delle forme classiche. Ad esempio, era frequente riscontrare dermatiti umide che colpivano quasi tutta la superficie cutanea dell’animale, a volte risparmiando solo la testa. Mi è capitato di vedere animali pressoché in carne viva su tutto il corpo, quadri veramente spaventosi. Molti i granulomi alle zampe, lesioni circoscritte e molto pruriginose che il cane o il gatto leccavano o grattavano continuamente. Ovviamente i quadri erano diversi dalla rogna sarcoptica e da quella demodettica, anch’esse frequenti in quel periodo storico. A livello gastrointestinale non andava meglio, con la comparsa di quadri di gastriti ed enteriti emorragiche cronicizzanti. Anche l’apparato oculare era spesso coinvolto, con cheratiti (infiammazioni della cornea), uveiti e panoftalmiti (patologie che interessavano pressoché tutto il globo oculare), anch’esse con un prurito tale da portare più di un animale a grattarsi fino a bucarsi l’occhio con la zampa. Le stomatiti (infiammazioni del cavo orale) e le gengiviti, specie nel gatto, erano frequentissime. Anche l’utero era colpito, con infiammazioni e infezioni secondarie gravissime.

Poiché le patologie appena descritte non erano presenti quando ho cominciato a esercitare la mia professione, negli anni compresi fra il 1975 e il 1980, ho dedicato gran parte del mio tempo ad analizzare le possibili cause di questi impressionanti quadri clinici che affliggevano un numero veramente importante di cani e di gatti.

Sono riuscito, attraverso lo spirito di osservazione (molto particolare, poiché, per altri versi, non vedo un elefante che mi passa vicino, né oggetti che sono davanti agli occhi), a identificare una chiara relazione fra determinati alimenti e lo sviluppo pressoché istantaneo delle varie patologie appena descritte. Addirittura, ho scoperto che la principale causa di esse era il fondamentale alimento di cani e gatti: la carne. Com’era possibile che animali, di base naturalmente carnivori, avessero problemi con tale nutriente? Ben presto compresi, com’era ovvio, che non era la carne in sé a determinare il problema, ma piuttosto qualcosa di estraneo che si trovava al suo interno.

Infiammazione: un nemico da combattere o un alleato da rispettare?

E’ sempre più frequente vedere, nei media più diversi (quotidiani, riviste, televisione, radio), annunci pubblicitari che invitano all’utilizzo dei più svariati antinfiammatori, antidolorifici e antidiarroici.

Non ci si può meravigliare: a qualsiasi livello e a qualsiasi persona, la grande maggioranza dei medici non fa altro che prescrivere tali farmaci anche per i processi più banali e destinati alla guarigione spontanea. Ovviamente il meccanismo è catturato dai farmacisti e dalle case farmaceutiche cui non pare vero di poter liberamente fare pubblicità a tali farmaci, molti addirittura considerati da banco! Nessuno, oltretutto, denuncia la situazione, e l’uso e l’abuso di tali farmaci continueranno ad aumentare. Figuriamoci se, come adesso avviene, è permessa la libera vendita nei supermercati!

Come detto, ciò succede perché la medicina attuale ha finito per travisare completamente il significato non solo di questi sintomi, ma anche di tutti quelli che l’organismo manifesta durante qualunque episodio patologico.

Può avere logica una terapia che blocca quello che l’organismo, in quattro milioni di anni di evoluzione, ha elaborato?

Possiamo pensare che sia logico (come in una pubblicità che va per la maggiore in TV), in caso di uno strappo, prendere un antinfiammatorio e ricominciare a correre? O sarebbe logico non caricare la parte lesionata fino alla guarigione?

Nessuno discute l’efficacia di tali terapie e lo vediamo tutti: persone febbricitanti, doloranti e costipate prendono la compressa miracolosa e tutto scompare, spesso con estrema rapidità. E tutti sappiamo che la società attuale vuole efficienza e presenza costante a tutti i costi.

Efficace non vuole dire senza conseguenze, e quale può essere questo danno?

La risposta è semplice, anche se non di evidenza immediata: il soffocare sistematicamente le risposte naturali dell’organismo porta al continuo ed evidente aumento delle malattie croniche e/o degenerative. In pratica, impedendo la normale risposta di difesa del corpo agli stimoli morbosi, impediamo la loro completa eliminazione e costringiamo tutto il sistema di difesa a elaborare un nuovo equilibrio, sicuramente meno efficace di quello primitivo, con inevitabile spostamento, come detto, dall’acuto al cronico e verso le malattie degenerative.

Un esempio può chiarire tale concetto: l’eliminazione dei rifiuti di una città avviene attraverso il loro conferimento a un inceneritore. Quest’ultimo, per operare, provoca fumo, calore, rumori ed emissioni moleste, con conseguenti disagi per la popolazione. Allo stesso modo, l’infiammazione provoca dolore, malessere e disagio.

Se li spegniamo, pensiamo veramente di aver fatto la cosa migliore?

Così come spegnendo l’inceneritore lasceremo i rifiuti in città a inquinare l’ambiente, allo stesso modo, spegnendo l’infiammazione con i farmaci, lasceremo tossine nocive all’interno dell’organismo. La situazione è ancora peggiore se lo stimolo patologico permane, perché costringe l’organismo a un processo infiammatorio cronico. Processo antipatico, invalidante e doloroso, ma unico per gestire lo stimolo morboso nel miglior modo possibile (se i rifiuti continuano ad essere prodotti, l’inceneritore sarà costretto ovviamente a lavorare continuamente). In questo caso, la somministrazione di antinfiammatori sarà ancora più gravida di possibili conseguenze.

Tutto questo non significa ovviamente che la categoria di tali farmaci debba essere demonizzata.

Deve, comunque, essere chiaro a tutti che il loro uso è contrario alle leggi naturali che regolano l’organismo e che sarebbe necessario un maggiore rispetto di fronte ad una macchina tanto meravigliosa quanto un essere vivente con la sua complessità.

L’antinfiammatorio dovrebbe essere il farmaco d’elezione esclusivamente per i casi nei quali non è possibile rimuovere la causa dell’infiammazione o quando questa sia ignota, non identificabile o non curabile nel modo corretto.

Dovrebbe, quindi, essere usato con estrema cautela e consapevolezza di tutti gli effetti che può provocare nell’organismo e non solo di quello tossico, forse il problema minore fra tutti!

Il cane nella sua attuale realtà

Prima parlare delle tecniche e delle problematiche legate all’educazione di un cucciolo, riteniamo indispensabile dare una panoramica di tutti i cambiamenti che si sono verificati nell’indole del cane negli ultimi 15 anni cercando di darne una motivazione e spiegazione.

Se consultiamo una qualsiasi seria Enciclopedia sulle razze canine troviamo descritte delle tipologie caratteriali che quasi nulla hanno a che spartire con i soggetti che vivono nelle nostre case e nelle nostre città. Se, ad esempio, andiamo a leggere le descrizioni di un pastore tedesco “tipo”, lo troviamo ancor oggi elogiato come animale eccezionalmente equilibrato, fidato, amico dei bambini e molto docile: in tale descrizione è onestamente difficile riconoscere la maggior parte dei pastori tedeschi attuali ed è agevole per chiunque accorgersi dei profondi mutamenti che sono avvenuti, nel corso di pochissimi anni, non solo in questa razza ma anche in quasi tutte le altre. E che il problema non sia legato solo a selezioni esasperate che avessero magari privilegiato solo il fattore estetico (cosa che tra l’altro si è verificata realmente), è dimostrato dalla sua presenza massiccia anche nei meticci di ogni tipo.

Tali mutamenti si esprimono in particolar modo con un aumento, in buona parte immotivato, della aggressività e della paurosità. E’ evidente, infatti, che una certa dose di aggressività e di cautela facciano parte del normale patrimonio genetico di ciascuna specie e che quindi sia assolutamente errato considerare tali caratteristiche come delle deviazioni, ma è altrettanto vero che ormai da un certo numero di anni tutti gli “addetti ai lavori” riscontrano problemi di tipo comportamentale che sempre più spesso fanno ormai pensare ad una vera e propria “psichiatria veterinaria”. E’ altrettanto evidente, purtroppo, che molto spesso tali problematiche tendono ad essere volutamente ignorate sia dagli allevatori che dai proprietari, come se un problema potesse essere risolto semplicemente attraverso il far finta di nulla: ecco allora che i segnali di squilibrio comportamentale che molti soggetti presentano fin da cuccioli vengono tranquillamente ignorati, arrivando, come logica conseguenza, alla creazione di animali che, da adulti, creano problemi di ogni tipo sia a se stessi che ai loro padroni.

Appurata l’esistenza di tali problemi, cercheremo ora di elencarne le cause e di trovarne i possibili correttivi.

La sistematica ricerca di un colpevole

La ricerca del colpevole in ogni situazione umana è diventata, molto per (de)merito dei giornalisti, un imperativo.

Nel campo medico siamo passati, in pochi decenni, da uno stato d’intoccabilità del medico (inaccettabile) a uno stato di criminalizzazione sistematica (altrettanto inaccettabile) al verificarsi di qualsiasi incidente. E’ addirittura successo che un’equipe di medici sia stata incriminata perché non è riuscita a salvare un neonato privo di metà del cuore! Si è passati da un estremo all’altro, generando in tal modo sicuramente una visione distorta della realtà. Ma questa situazione è ormai diffusa in tutti i settori, Pensiamo che si è arrivati ad incriminare la commissione grandi rischi perché ha sottovalutato il rischio di terremoto all’Aquila. Un geniale magistrato (sicuramente un altro personaggio abituato, nella sua vita personale, a incolpare sempre gli altri e mai se stessi di ciò che accade) ha messo sotto processo dei tecnici che non hanno pensato a evacuare la città di fronte al susseguirsi di scosse. Possibile che non ci si renda conto di tale assurdità? Possibile che non ci si renda conto che, secondo tale principio, ogni città dovrebbe essere evacuata a ogni scossa? Se è un fatto accettato universalmente che la prima scossa (attualmente assolutamente imprevedibile), nel 98% dei casi è la più forte, come si può pensare di comportarsi diversamente da come è stato sempre fatto senza suscitare il caos continuamente?
Pensiamo ai casi di denuncia per mancata custodia quando un bambino o un anziano ha un incidente grave o mortale: qualcuno crede veramente che sia mancata custodia in ogni caso? Oppure è più giusto pensare al proprio percorso di vita e rammentarsi di quante volte potrebbe essere successo ai propri figli o ai genitori quello che, per fatalità è successo a qualcuno più sfortunato. Ho letto recentemente con sgomento il commento di un giornalista del Corriere della Sera che inneggiava al coraggio di una signora che aveva denunciato l’ospedale per la morte della mamma, alzatasi di notte per spegnere la luce della vicina, inciampando e morendo sul colpo. Secondo il giornalista, la signora, che era riuscita a far condannare l’ospedale a un risarcimento molto elevato, era da considerare una paladina della giustizia. Chi è in grado di poter controllare ogni movimento di un’altra persona, di un proprio caro o di una persona che gli è affidata? Quale maestra, ad esempio, può proteggere tutti i suoi alunni da una caduta fortuita, da una spinta di un altro bambino? Chi è in grado di prevenire ogni possibile disgrazia? Credo che chi (specie il giornalista che ha scritto l’articolo citato e ancor più il giudice che ha emesso la condanna) è pronto a condannare episodi dovuti solo alla fatalità, dovrebbe, in modo obiettivo, ripensare a mille episodi della propria vita: certamente ci penserebbe bene prima di affermare che, in caso d’incidente vi è stata una inevitabilmente negligenza. La giustizia è di condannare chi trascura il proprio compito, cosa ben diversa dal processare e punire ogni fatalità. Ormai, sono all’ordine del giorno processi per medici coinvolti nella morte di un paziente. Sono convinto, anche se non lo conosco, che quel giudice e quel giornalista, nella loro vita, sono di quelle persone che incolpano sempre agli altri e mai e se stessi. L’invito è di guardare se stessi prima di guardare gli altri e di diffidare di chi si straccia le vesti e si scandalizza: la maggior parte delle volte, nella realtà, costui ha più scheletri nell’armadio di chiunque altro.

La medicina è una scienza?

Credo sia necessario ricordare che la medicina non è, e non sarà mai, una scienza esatta. La biologia, infatti, ci insegna che ciascuno è uguale solo a se stesso e che le reazioni individuali sono sempre diverse.

Proprio questo fatto impedisce e impedirà sempre alla medicina di diventare una scienza reale. Certo, la conoscenza ha compiuto e compirà sempre dei progressi, ed è sotto gli occhi di tutti come la terapia d’urgenza attuale sia in grado letteralmente di risuscitare persone destinate a morte certa non più di quindici o venti anni fa. Tuttavia, è importante segnalare che il principio dell’imprevedibilità esisterà sempre e che ogni terapia comporterà costantemente un rischio d’imprevisti anche mortali. Purtroppo, le rubriche di medicina dei quotidiani e di certe riviste, spesso condotte da giornalisti non laureati in medicina e inconsapevoli della realtà clinica quotidiana, diffondono il falso messaggio di una medicina sempre vincente, creando la convinzione nei pazienti che, quando qualcuno muore, persona o animale, la colpa sia del medico e della malasanità. Purtroppo, anche il medico si è, in genere, calato nella parte e si assiste a una specie di commedia delle parti: da un lato il paziente che è convinto che il medico debba sapere tutto e dall’altra il medico che fa finta di saperlo. Nella realtà, invito a diffidare dei medici e veterinari che hanno sempre la diagnosi pronta. La conoscenza e l’esperienza possono permettere di fare delle diagnosi anche immediate, ma ci sono e ci saranno sempre molte situazioni in cui addirittura è, e sarà impossibile, fare una diagnosi precisa, anche dopo decine di accertamenti. E’ facile “sparare” una diagnosi, ma è molto più difficile emetterla con serietà. Umanamente, il paziente si sente sicuro solo con chi dimostra sicurezza, ed è perfettamente comprensibile, ma la vera sicurezza è di chi dichiara di non averne a ogni occasione.

La strana antitesi fra chi vuole curarsi sempre e chi non vuole curarsi mai

In molte famiglie accadono situazioni paradossali: spesso, abbiamo un familiare che non vuole mai prendere medicine accanto a un altro che s’imbottisce di farmaci a ogni minimo disturbo.

Entrambi discutono continuamente, rimproverandosi di essere pazzi e di non curarsi della propria salute. Ancora peggio se la diversa linea di condotta riguarda i figli: ogni loro malattia sarà motivo di guerra o di accettazione supina da parte del meno deciso delle proprie convinzioni o del meno presente in casa che, ovviamente, non potrà imporre con serenità ciò in cui crede. Non parliamo dei nonni quando si tratta di nipoti: appena questi ultimi hanno due linee di febbre, eccoli con ansia a controllare continuamente che i genitori del piccolo abbiano somministrato loro gli onnipresenti Tachipirina e antibiotici. Poiché non sono certo rari i genitori contrari all’uso sistematico di tali farmaci, nella realtà si assiste da parte loro alla necessità di nascondere a tutti la loro scelta (anche al pediatra che, comunque, è costretto a prescriverli, magari aldilà di ogni convinzione personale, dai protocolli scientifici in uso). Nel corso della mia vita mi è capitato, molto più spesso di quello che si potrebbe credere, di rivolgere allo specialista di turno la domanda “ma Lei lo prenderebbe, il farmaco che mi ha prescritto?” e di sentirmi rispondere “sinceramente no!”. Purtroppo, i protocolli scientifici sono meccanici e non lasciano spazio alla sensibilità individuale: ogni medico e veterinario è costretto, per non passare per incapace o per non rischiare di essere denunciato, a lavorare ingabbiato in questi schemi, in pratica impedendo all’organismo di sviluppare in modo corretto il naturale meccanismo di difesa specifico per ogni malattia.
La verità è che, in generale, tutti tengono molto alla salute, ma con percorsi opposti, a mio parere entrambi errati.
In tempi relativamente recenti, la medicina era considerata un’arte: oggi può sembrare assurdo, ma tale definizione chiarisce perfettamente la realtà: solo un misto fra conoscenza, tecnica e sensibilità può permettere al medico di curare nel modo migliore, specie attualmente, ove la conoscenza e la tecnica hanno fatto passi da gigante. Ma cosa deve curare il medico?

Una fortunata esperienza clinica

Fortuna ha voluto che, contemporaneamente all’apertura della mia clinica, si sviluppasse il boom dei piccoli animali, determinando una situazione molto favorevole da tutti i punti di vista: pochissimi veterinari esperti del settore e moltissimi nuovi clienti, tutti molto orientati a far seguire il proprio cane o gatto da un veterinario preparato.

Pensate: fra Padova e Provincia, eravamo in cinque, con una popolazione totale di oltre 200.000 persone, cui dovevano aggiungersi tutti quelli che abitavano nell’entroterra veneziano, che preferivano spostarsi a Padova piuttosto di dover andare a Venezia, da percorrere necessariamente a piedi. Considerando prudenzialmente la presenza di un animale domestico ogni quattro famiglie, ognuno di noi aveva a disposizione un vero e proprio impero. I proprietari richiedevano regolarmente per i loro animali (e molto più di oggi) controlli, esami e vaccinazioni, facevano accoppiare le loro femmine e le cucciolate erano numerose (adesso gli animali, se non di proprietà degli allevatori, sono quasi tutti sterilizzati). Numerose anche le patologie acute e croniche e, di riflesso, si poteva acquisire un’esperienza clinica di altissimo livello. Posso affermare che, già dopo meno di due anni di professione, visitavo, fra controlli e prime visite, 50/60 animali di media al giorno durante la stagione estiva e 30/40 durante quella invernale. Senza contare tutti gli interventi chirurgici: il lavoro iniziava alle 9.30 di mattina e terminava assai spesso alle 21/22 della sera. Ogni veterinario era un “tuttologo”, spaziando dalla radiologia alla clinica, e dalla chirurgia alla laboratoristica. In garage ho ancora tutta l’attrezzatura che permetteva di eseguire in ambulatorio vari esami di laboratorio. Questa notevole massa di casi clinici, unita alla visione “a tutto campo” che ho acquisito frequentando un corso di Omeopatia a Firenze (tenuto dal vero e proprio decano di questa forma di medicina, il collega Franco del Francia (scomparso proprio da pochi mesi), persona con una cultura nel campo assolutamente altissima), mi hanno permesso di seguire passo passo l’evoluzione, o meglio l’involuzione, dell’universo sia canino che felino.