Eliminare l’osso

Avviso tutti coloro che mi seguono da poco che l’osso è l’alimento più tossico per i nostri pet.

Ovviamente, non è l’osso in quanto tale, ma è la presenza di vari residui chimici e farmacologici. Avrete tutti notato che quando il vostro cane mangia un osso troppo spesso presenta quasi da subito uno o più dei seguenti fastidiosi sintomi: prurito sul collo o sul fondo schiena, forfora, desiderio d’erba, flatulenza, diarrea, vomito a digiuno, lacrimazione, leccamento della zampa, scrollamento delle orecchie. E’ un preciso residuo farmacologico a provocare uno o più di questi sintomi: l’ossitetraciclina.

Al riguardo abbiamo più ricerche pubblicate su riviste di livello internazionale, le trovate sul sito Forza10. Se avete la fortuna di avere qualcuno che alleva animali da carne in modo “antico”, potrete notare che l’osso di questi animali non provoca alcuno di questi sintomi. Può provocare quelli meccanici classici, come la costipazione, l’occlusione intestinale o addirittura la sua perforazione, ma non gli altri sintomi descritti, tutti di natura tossica.

L’osso, quindi, è un ottimo indicatore biologico e ci dice se la carne che mangiamo è sana o no. fateci caso, è difficile sbagliarsi!

Non forzare l’appetito

Lo sapevate che, quando il vostro piccolo amico non mangia perché non sta bene, la cosa migliore da fare è quella di non stimolarlo in alcun modo, perché l’organismo sa perfettamente cosa è necessario fare: sospendere tutte le operazioni di ricerca del cibo e conseguente digestione, che, ovviamente, lo impegnano in modo importante, per dedicarsi esclusivamente alla battaglia in corso con il nemico invasore.

Nulla è casuale, in natura, ed è sufficiente verificare cosa succede negli animali selvatici (che, appunto, se ne stanno rigorosamente a digiuno) per ricordarsi di applicarlo anche ai nostri cani e gatti e noi stessi. Diffidate di chiunque (mariti o mogli, suocere o mamme o nonni) spinga per costringere cani, gatti o bambini ad ingurgitare dei cibi a tutti i costi.

State certi che lo stare a digiuno è il male minore e preoccupatevi solo se dura troppo a lungo, sempre consapevoli che non bastano alcuni giorni di sospensione dell’alimentazione per compromettere la vita. Altrimenti, tutte le culture che lo applicano volontariamente sarebbero già scomparse!

Le intolleranze alimentari: un processo infiammatorio?

QUANDO L’INFIAMMAZIONE CAUSA LA PATOLOGIA.

Le intolleranze possono provocare fenomeni infiammatori e/o aumento delle secrezioni ed escrezioni.
Non è difficile accorgersi che i due meccanismi citati sono proprio quelli che l’organismo possiede per difendersi da sostanze che riconosce come tossiche: espellendole, con secrezioni ed escrezioni, o “bruciandole” con un processo infiammatorio.
Tali fenomeni possono colpire qualsiasi organo, in quanto ciascun individuo ha una sensibilità diversa.
Vedremo, quindi, cani e gatti affetti (quasi sempre cronicamente) da otiti, congiuntiviti, dermatiti, gastroenteriti, cistiti, nefriti, artriti ecc.
Un alimento cui l’organismo è intollerante, provocherà un processo infiammatorio acuto ogni volta che tale alimento viene ingerito.
Se l’alimento fa parte dell’alimentazione quotidiana, il processo infiammatorio diverrà per forza di cose cronico.

L’uso di un antinfiammatorio dovrebbe essere il farmaco d’elezione esclusivamente per i casi nei quali non è possibile rimuovere la causa dell’infiammazione, se il fenomeno infiammatorio provoca uno stato di vita troppo invalidante, oppure se la malattia é su base autoimmune e quando la causa é ignota e non identificabile.

Facendo un salto nel mondo animale posso tranquillamente affermare che la maggior parte dei processi infiammatori che attualmente colpiscono i quattrozampe di casa sono causati da intolleranza alimentare. Eliminando dalla dieta l’alimento o gli alimenti “nocivi”, sarà possibile evitare l’uso dei farmaci specifici in quanto il processo infiammatorio regredirà spontaneamente e velocemente.

Le stranezze dei gatti

Spesso i gatti hanno dei sintomi strani:

  • si leccano con fastidio e non con piacere la zona dorso-lombare;
  • hanno dei movimenti tipo terremoto ondulatorio sempre nella stessa zona;
  • schizzano via guardandosi dietro come se fossero stati punti da uno spillo;
  • hanno localmente la pelle e il pelo più secchi e radi.

Cosa provoca questa situazione? Anche in questo caso la causa è una reazione alimentare!

Provate a dar loro delle crocchette non basate su carni derivanti da allevamento intensivo, e usatene di monoproteiche al pesce o all’agnello o biologiche. Avrete grandi probabilità di vedere scomparire questi sgradevoli sintomi in una o due settimane.

OMEGA3 per avere tessuti elastici

Vi siete mai chiesti come mai si verificano lesioni muscolari o tendinee o articolari a persone che praticano tanto, poco o nessuno sport in modo del tutto casuale? Basta seguire qualsiasi sport, ed è diventato normale vedere o subire direttamente traumi anche ridicoli, come rompersi il tendine di Achille o un menisco o un legamento crociato o un collaterale, oppure andare incontro a ernie discali anche a vent’anni. Gli stessi episodi sfortunati si possono verificare analogamente anche nei nostri cani.

Come mai?

Sembra incredibile, ma la spiegazione è semplicissima: mancano, nella nostra alimentazione e anche in quella dei nostri animali, quegli acidi grassi Omega3 che elasticizzano tutti i tessuti di sostegno. Al contrario, abbondano gli Omega6 (ne sono molto, troppo ricchi i cereali ad esempio) che fanno l’esatto contrario, irrigidendo tutte le strutture corporee. Come faccio a esserne convinto? Dal semplice fatto che, arricchendo l’alimentazione canina con gli Omega3 (tutte le nostre formule ne sono ricchissime), si prevengono o si attenuano di molto i problemi, a partire dal momento del parto, diventato assai difficile anche nella cagna.

Per tornare ad avere situazioni di parto normale, si DEVE tornare ad avere dei tessuti, soprattutto utero e cinto pelvico, molto elastici, come fisiologicamente dovrebbe essere. Anche le emorragie sono nettamente influenzate dai tessuti elastici vasali, responsabili della retrazione che, quando un vaso si strappa, aiuta, assieme al meraviglioso meccanismo della coagulazione, a occludere il vaso sanguigno stesso. Morale: ai vostri cani e gatti, date crocchette ricche in Omega3 e a voi stessi aggiungete alla dieta quotidiana quei cibi in grado di apportare maggiori quantità di Omega3(ad esempio: un grammo di olio di pesce o di canapa o di lino). Provare per credere… è tutta Salute!

Gatto a pelo lungo?

Avete un gatto a pelo lungo? Siete demoralizzati dalla formazione di nodi inestricabili?

Sappiate che vi è una soluzione, e, guarda caso, anche questa è alimentare. Nessuno ha mai scoperto la causa che provoca questo fastidioso anche se non pericoloso agglomerato di pelo, ma posso assicurarvi che ho visto moltissimi gatti finire di avere questo problema eliminando dalla dieta tutti i cibi che contengono carne derivante da allevamento intensivo, ovviamente primi di tutti i croccantini delle più svariate marche. Cos’è che fa formare questi nodi? Semplicemente un’infiammazione delle ghiandole sebacee, che si mettono a secernere sebo in abbondanza, sebo che finisce di diventare una colla fantastica, eliminabile solo con un attento uso delle forbici. Se tagliate i nodi e cambiate l’alimentazione scegliendo il pesce di mare al posto della carne, vedrete che, nella stragrande maggioranza dei casi, non vedrete più ricomparire il problema, anzi, il pelo sarà lucido e morbido come mai l’avete visto, e non avrete nemmeno l’obbligo di spazzolarlo quotidianamente. Se vi fa piacere, fatemi sapere come vi siete trovati.

L’alimentazione del cucciolo di chihuahua

Il chihuahua è indubbiamente un capolavoro ingegneristico: un cane che, da adulto, può arrivare a pesare meno di un chilo (ma lo standard attuale, correttamente impone un peso minimo di 1.5 kg, proprio per non creare mostriciattoli) e presentarsi armonico, elegante e anche equilibrato psicologicamente, costituisce un patrimonio da preservare. Una delle vie migliori per ottenere tale risultato è quella di fornirgli, fin da cucciolo, un’alimentazione adeguata.

Ma cosa significa “adeguata”? Purtroppo, l’inquinamento chimico e farmacologico di tutte le fonti alimentari, causa certa delle frequentissime allergie e intolleranze alimentari che colpiscono esseri umani e animali, rende il bilanciamento della dieta (inteso come giusto rapporto fra carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali) meno importante della scelta delle materie prime da utilizzare. Infatti, solo la scelta di alimenti “puliti” (pesce di mare e carne non derivante dall’allevamento intensivo) e ben bilanciati in Omega3 e Omega6 è in grado di far sviluppare in modo armonico i cuccioli, evitando patologie da intolleranza alimentare e quelle crescite esagerate che portano i cuccioli, già a 6 mesi, ad avere un peso e una taglia da adulti.

La crescita squilibrata è la prima causa di patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, influendo anche sulla gravità della displasia.

Potete migliorare con facilità l’aspetto del mantello del vostro cane?

Volete che il vostro amico più caro arrivi ad avere un pelo stupendo? E’ più facile di quanto pensiate: tutti i prodotti FORZA10 che ho avuto la fortuna di formulare ottengono questo risultato. Sapete perchè? Perchè fornendogli alimenti sufficientemente puliti ed equilibrati l’organismo riesce a riportare le varie funzioni allo stato fisiologico. Provare per credere (ma attenti ai fuori pasto, che possono essere micidiali!): i risultati saranno visibili già dopo 15 giorni.

Il vomito e la diarrea sono meccanismi indispensabili di difesa?

Quando l’organismo viene a contatto con una sostanza tossica o un veleno per via gastroenterica, fa la cosa più logica che possa fare: allontanarla nel più breve tempo possibile! Ma come? Proprio attraverso il vomito e la diarrea.

Nel caso del vomito, la via è estremamente diretta: ciò che è nello stomaco e che l’organismo ha percepito come tossico, viene espulso direttamente. Tuttavia, l’organismo è così sofisticato da essere in grado di vomitare anche quello che è già pervenuto nel  duodeno, prima parte dell’intestino: è in grado, infatti, di invertire il senso di marcia delle peristalsi (i movimenti che “spingono” verso l’uscita naturale il contenuto alimentare), riportando nello stomaco il tossico e permettendo al vomito di espellerlo. Quando il veleno è riuscito a spingersi in profondità nell’intestino, l’organismo fa un’altra cosa perfettamente logica e funzionale: aumenta la velocità delle peristalsi, allo scopo di espellerlo il prima possibile. In tal modo, il contenuto intestinale verrà fortunatamente assorbito solo in parte, arrivando semiliquido o liquido al retto, generando la diarrea. Molto meglio una disidratazione, spesso insignificante, che mantenere all’interno un tossico o un veleno.

L’infiammazione è il processo di guarigione dell’organismo?

La medicina attuale ha finito per travisare completamente il significato di tutti i sintomi che l’organismo manifesta durante qualunque malattia.

L’infiammazione è il processo con cui l’organismo “ripara” la lesione in atto.

Quando prendi un antinfiammatorio, soffochi la risposta naturale dell’organismo, e ciò sembra essere la causa del continuo ed evidente aumento delle malattie croniche e/o degenerative.

In pratica, inibendo la naturale risposta di difesa dell’organismo agli stimoli morbosi, ne impediamo l’eliminazione e costringiamo il sistema di difesa ad elaborare un nuovo equilibrio, con un aumento delle patologie croniche e degenerative.

Una metafora: l’eliminazione dei rifiuti di una città avviene nell’inceneritore. Quest’ultimo, emette fumo, calore, rumori ed emissioni moleste, con evidenti disagi. Allo stesso modo, l’infiammazione provoca dolore, malessere e disagio.

Ma se li “spegniamo”, pensiamo veramente di aver fatto la cosa migliore? Così come spegnendo l’inceneritore lasceremo i rifiuti in città ad inquinare l’ambiente, allo stesso modo, spegnendo l’infiammazione con i farmaci, lasceremo tossine nocive all’interno dell’organismo.

La situazione è ancora peggiore se lo stimolo patologico permane, in quanto costringe l’organismo ad un processo infiammatorio cronico. Processo invalidante e doloroso ma efficace (se i rifiuti continuano ad essere prodotti, l’inceneritore sarà costretto, ovviamente, a lavorare continuamente).

L’antinfiammatorio dovrebbe essere il farmaco d’elezione esclusivamente per i casi nei quali non è possibile rimuovere la causa dell’infiammazione o quando questa sia ignota e non identificabile.

Le intolleranze alimentari, campo in cui Sanypet è indiscusso leader, provocano quale risposta dell’organismo proprio fenomeni infiammatori e/o aumento delle secrezioni ed escrezioni. Tali fenomeni possono colpire qualsiasi organo, in quanto ciascun individuo ha una sensibilità diversa.

Un alimento cui l’organismo è intollerante, provocherà un processo infiammatorio acuto ogni volta che tale alimento viene ingerito. Se l’alimento fa parte dell’alimentazione quotidiana, il processo infiammatorio diverrà per forza di cose cronico.

Se non si toglie la causa, non si può eliminare l’effetto.