Il potere delle piante

Il potere delle piante – Una ricerca innovativa

Cari amici, ho il piacere di annunciarvi che, proprio in questi giorni, è stata pubblicata su una rivista di livello scientifico molto elevato (Journal of Immunology research, titolo “In vitro effects of some botanicals with anti-inflammatory and anti-toxic activity”) una ricerca tra le più importanti realizzate dal Dipartimento di Ricerca e Sviluppo SANYpet – FORZA10, sotto la guida dell’illustre immunologo, il Prof. Giuseppe Terrazzano. Questo lavoro, oltre a confermare scientificamente le già note proprietà antiossidanti e antinfiammatorie delle piante medicinali e della fitoterapia, dimostra, primo al mondo, l’effetto antitossico di un preciso pool fitoterapico sull’ossitetraciclina. Questo  antibiotico, largamente e legalmente utilizzato negli animali da carne, è stato da da noi identificato come possibile nemico della salute, avendo dimostrato la sua presenza nel macinato d’osso.*

Abbiamo decine di ricerche che evidenziano come le nostre diete nutraceutiche specifiche per organo (FORZA10 Active Line) permettano di risolvere la maggioranza delle patologie croniche dei nostri pet, ciò proprio perché riteniamo che esse siano provocate molto frequentemente proprio dall’ossitetraciclina, presente troppo spesso nel pet food tradizionale. Chiarisco che le aziende del settore pet food sono, assieme a tutta la filiera ispettiva e produttiva (autorità sanitarie, allevatori di animali da carne, produttori di farine) parte lesa, perché il problema sta a monte in una grave lacuna legislativa che prescrive il controllo dei residui di antibiotici esclusivamente sul muscolo, rene, fegato, uova, latte e miele, ignorando totalmente l’osso e il grasso perché non considerati edibili (mangiabili). Eppure, la contaminazione farmacologica e chimica degli alimenti da parte di molti inquinanti avviene proprio attraverso il consumo (quasi sempre inconsapevole) di osso e grasso, vere e proprie “discariche” di molti tossici. Non si può ignorare, infatti, che tutto ciò che viene realizzato con la carne separata meccanicamente dall’osso (wurstel, hamburger, nuggets, salsicce, insaccati vari, cordon bleu, spesso i tortellini) contiene osso in percentuali variabili ma anche importanti.

Ingredienti puliti, piante e ricerca scientifica: i  consigli per la salute

Invito tutti i possessori di cani e gatti a riflettere su questi punti riguardo la loro alimentazione:

  • SANYpet, azienda rigorosamente Cruelty Free, è nata dall’esperienza clinica personale sulle diffusissime patologie d’origine alimentare;
  • Ha un Dipartimento di Ricerca e Sviluppo che ha realizzato decine di ricerche sulle più frequenti patologie croniche o ricorrenti del cane e del gatto, identificando le formulazioni  efficacissime di tutte le referenze FORZA10 Active, Bio e Maintenance;
  • Ha collaborato o collabora con otto diverse università;
  • Ha pubblicato 13 di tali ricerche su prestigiose riviste scientifiche internazionali e ne sta per pubblicare a breve almeno altre cinque estremamente importanti su ciò che sta minando la salute dei nostri pet e su ciò che si può fare per ripristinarla;
  • Utilizza materie prime eccezionali e pulite, avendo realizzato due stabilimenti in Islanda proprio per poter disporre di fonti alimentari e botaniche prive di ossitetraciclina e non inquinate;
  • Si rifornisce direttamente anche in Nuova Zelanda, al pari dell’Islanda vera e propria oasi incontaminata;
  • Ha una conoscenza unica sugli inquinanti più tossici, su come evitarli e, attraverso la profonda conoscenza del Dott. Gianandrea Guidetti, su come utilizzare scientificamente le piante medicinali per aiutare l’organismo a combatterne l’onnipresenza;
  • Ha importanti brevetti internazionali per la protezione dei principi naturali aggiunti;
  • Ha una conoscenza approfondita sui delicati equilibri fra Omega3 e Omega6, molto più complessi e vitali di quanto si possa immaginare;
  • Ha tutto per essere l’azienda di cui fidarsi per alimentare quotidianamente i vostri amici più cari;

Tutti promettono, noi manteniamo, parola di Sergio Canello.


*MICROBIOLOGY AND FOOD SAFETY Poult Sci. 2015 Aug;94(8):1979-85. doi: 10.3382/ps/pev141. Epub 2015 May 25.

Cytotoxic effects of oxytetracycline residues in the bones of broiler chickens following therapeutic oral administration of a water formulation.

JOURNAL OF BIOCHEMICAL AND MOLECULAR TOXICOLOGY Volume 00, Number 0, 2015

Toxicological Implications and Inflammatory Response in Human Lymphocytes Challenged with Oxytetracycline.

Obesità, un problema in aumento

E’ sotto gli occhi di tutti che troppi cani e gatti sono in sovrappeso, arrivando anche all’obesità.
Quali le cause?
Secondo la mia esperienza, le tre principali cause sono, in ordine decrescente, l’alimentazione, la sterilizzazione e le abitudini alimentari dei “genitori” dei cani e gatti.

Riguardo alla prima causa, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non è la quantità del cibo la prima causa, ma piuttosto la qualità. E’ ormai accertato che molte forme di sovrappeso sono legate alla sindrome metabolica, ormai collegata strettamente ad uno stato infiammatorio di uno o più strati cutanei. Questo stato infiammatorio, come molti altri, è spesso legato a precisi inquinanti tossici presenti nelle carni da allevamento intensivo. La semplice riprova è che se si sostituisce l’alimentazione a base di carne con una a base di pesce, per due motivi ben precisi si ottiene quasi sempre un risultato clinico preciso: bilanciamento della massa grassa e massa magra, dimagrimento, maggiore agilità e struttura più asciutta e snella. I due motivi sono legati alla caratteristica del pesce di aumentare la massa muscolare a scapito del grasso e di costituire una fonte proteica altamente digeribile e priva dei residui che troppo spesso permangono nelle farine animali.

La seconda causa è la sterilizzazione, e anche in questo caso, oltre all’indispensabile esercizio fisico, è molto utile, per tenere sotto controllo il peso, ricorrere al pesce azzurro come fonte proteica.

La terza è legata ad avere proprietari sovrappeso: in tal caso, la situazione è veramente difficile da risolvere, perché se non vi è la percezione della necessità di cambiare stile di vita, è quasi impossibile che ciò venga messo in atto per i propri pet.
Qualunque sia la causa, la cosa migliore è privilegiare una dieta a base di pesce, meglio in una formula studiata espressamente per il sovrappeso. A voi il compito di allungare la vita del vostro amato pet!

La condroprotezione: moda o necessità?

Attualmente si parla molto di condroprotezione: analizziamo se è solo una moda o se è una pratica necessaria.

Siamo obiettivi: se l’organismo viene nutrito adeguatamente e se viene rispettata la normale attività fisica, integratori specifici per proteggere le articolazioni e le cartilagini sono pressoché inutili.

Purtroppo è sotto gli occhi di tutti che entrambe le necessità citate non vengono adeguatamente rispettate. Ecco che i condroprotettori diventano una reale esigenza. Quelli presenti in commercio sono realmente efficaci? Personalmente ne dubito, anche alla luce del dilagare delle patologie osteoarticolari.

La premessa è quella che solo un’alimentazione sana, completa ed equilibrata possa costituire la base per lo sviluppo dell’organismo nella delicatissima fase della crescita. Il cucciolo deve essere visto come le fondamenta di un edificio: se vengono usati tutti i materiali necessari, rispettando anche la loro qualità, le fondamenta saranno solide e in grado di sostenere l’edificio anche di fronte a traumi molto pesanti (l’equivalente di un terremoto, di un uragano o di uno tsunami). Al contrario, utilizzando materiali scadenti si piegherà o crollerà  di fronte a colpi di piccola entità. Questa similitudine ci aiuta a spiegare il motivo della comparsa nei nostri animali di numerose patologie articolari, ossee, tendinee e legamentose.

Come deve essere l’alimentazione per essere paragonabile ai materiali “solidi” da usare nelle fondamenta di una casa? È più semplice di quanto si possa pensare. Basta utilizzare fonti alimentari sane e complete, proprio come quelle che utilizza SANYpet in tutte le sue referenze Forza10. A ragione, citiamo quelle del cucciolo, ove viene posta particolare attenzione a tutta la formula e in particolar modo alla quantità indispensabile di Omega3 e al giusto rapporto di questi con gli Omega6.

In più, l’utilizzo del pesce di mare permette due grandi risultati:

  • garantire l’assenza delle tetracicline, famiglia di antibiotici da me identificata come il peggior nemico della salute del cane e del gatto;
  • assicurare un apporto di Omega3 che soddisfi le esigenze dell’organismo, dato che questi ultimi risultano essere costantemente carenti per l’alterato modello  di alimentazione.

Non è inoltre da sottovalutare l’importanza che alcune sostanze ad azione condroprotettiva, anch’esse inserite negli alimenti per cuccioli, hanno nella delicata fase di crescita. Condroitina, Glucosammina, Chitosamina unitamente alla Boswellia serrata ed all’Harpagophytum procumbens, contribuiscono a favorire lo stato di salute dell’apparato articolare contribuendo a ridurre l’ insorgenza di patologie.

La condroprotezione, quindi, rappresenta un argomento molto importante: deve essere gestito in modo serio da tutte le aziende di petfood che sostengono di  avere una conoscenza approfondita dell’alimentazione.

Gli zuccheri raffinati

Lo sapevate che lo zucchero raffinato, la pasta di farina bianca e tutto ciò che contiene sciroppo di fruttosio (estratto dal mais che, se controllate i cartellini di moltissimi prodotti, è diffusissimo) provocano pericolosi picchi della glicemia e dell’Insuline like Growth Factor? Quest’ultimo, acronimo IGF, contribuisce in modo importante ad aumentare il rischio di diabete e ha la capacità, inoltre, di promuovere la crescita cellulare, aumentando la probabilità di portare all’obesità. Come è possibile che il fruttosio, presente in tutta la frutta, possa essere dannoso? Indovinate un po’ di chi è la colpa, della natura o dell’uomo? Risposta scontata, l’uomo, che separandolo dalla sua sede naturale, il frutto stesso, lo ha trasformato, rendendolo tossico.

Tutto ciò che abbiamo appena citato provoca potenti stimoli infiammatori, contribuendo ad aumentare il rischio del cancro. Se andiamo ad analizzare l’alimentazione occidentale, si può affermare che, se qualcuno avesse voluto scientificamente creare un modello alimentare in grado di favorire il cancro, non avrebbe potuto far di meglio di suggerire farine bianche, alimenti contenenti sciroppo di fruttosio, tutto ciò che acidifica l’organismo e carne derivante da allevamento intensivo.

Questo per noi umani.

Confesso che il mio ispiratore è da molti anni il libro di David Servan Schreiber, un grande medico che ha lottato tantissimo con un tumore, uscendone sconfitto, ma essendo riuscito a prolungare con una buona qualità la propria vita per un periodo impensabile, visto il tipo di tumore (al cervello) che gli si era sviluppato. Fra tutte le ricerche che ha effettuato nella sua vita per migliorare la qualità della vita attraverso l’alimentazione (e mi ha fatto migliorare anche le formule Forza10), ha approfondito anche il tema dei picchi glicemici e degli alimenti che lo provocano. Ciò che ho scritto è solo un sunto delle sue ricerche, che metto a vostra disposizione di tutti voi sperando possano esservi utili. Un saluto da Orlando, Florida, ove siamo stati presenti come espositori al più importante congresso veterinario del sud degli Stati Uniti. Veramente tanto interesse nelle nostre diete (e, sinceramente, stupore per il livello delle nostre ricerche sulle patologie d’origine alimentare).

L’orecchio questo sconosciuto

L’orecchio del cane sembra un organo banale, ed è sufficiente andare su internet per trovare persone di tutti i tipi che danno consigli apparentemente corretti, ma sostanzialmente quasi tutti errati perché partono dal non tenere in considerazione la potenza straordinaria della natura, che modella tutti gli organi per adattarli alle condizioni di vita di ogni specie. Ecco che, se prendiamo in considerazione proprio l’orecchio, quando si presenta una patologia che non si riesce a risolvere, si tirano in ballo spiegazioni assolutamente errate.

Vediamole una a una.

Si dice: il condotto uditivo del cane ha un’inclinazione verso l’alto errata che provoca il ristagno dell’acqua o del cerume e del pus in caso d’infezione. Peccato che ciò non provochi alcun problema reale, e che ogni cane, se non insiste una causa esterna, è in grado spontaneamente di eliminare l’acqua e guarire perfettamente drenando pus e cerume all’esterno con meccanismi naturali (proprio quei peli che vengono visti come un problema, ma che, al contrario, la natura ha previsto per far fuoriuscire le secrezioni auricolari.

Si dice: non fate bagnare le orecchie ai cani perché provoca infiammazioni e infezioni. Ma quando mai! Tutti i cani che amano l’acqua e che vivono in zone paludose o lacustri dovrebbero soffrire di otiti costanti, cosa che proprio non si verifica. I nostri cani, attraverso lo scrollamento della testa sono in grado perfettamente di eliminare l’acqua eventualmente presente nel condotto. Ovviamente, se vedete che il vostro cane ha una reazione negativa, prendetene atto ed evitate l’acqua.

Si dice: esistono razze predisposte alle otiti. È vero solo in parte. Infatti, i Labrador, famosi per la loro facilità alle otiti, se li alimenti con cibi sani le otiti se le scordano. Come mai? Evidentemente, l’orecchio, per questa razza, è l’organo più debole ed è quello che si prende in carico il compito di “bruciare” le sostanze tossiche presenti nella maggior parte degli alimenti.

Si dice: fate una pulizia periodica delle orecchie. Sbagliato! La pulizia favorisce esclusivamente le irritazioni e le infiammazioni, creando un circolo vizioso: più le pulisci e più si forma cerume per proteggerle dall’irritazione meccanica. Vi posso garantire che ho visto, nella mia trentennale vita professionale in clinica, qualche migliaio di otiti croniche, purulente, con ulcere e ragadi guarire perfettamente e rapidamente semplicemente mettendo a posto l’alimentazione e senza l’utilizzo di alcun farmaco. Negli anni ’80 e ’90 era facile venire a conoscenza di otiti nelle quali si interveniva con varie tecniche chirurgiche, modificando la struttura del condotto auricolare e arrivando anche alla sua eliminazione! Fortunatamente, nella mia vita professionale non sono dovuto ricorrere a queste tecniche.

Si dice: le otiti sono provocate da germi dell’orecchio, di volta in volta accusando la malassezia o il proteus o lo pseudomonas. Sbagliato! Le otiti, quasi sempre, non sono causate dai germi appena citati, al contrario è l’infiammazione dell’orecchio che provoca il loro sviluppo. La conferma è semplicissima: gli antibiotici e gli antinfiammatori NON risolvono quasi mai le otiti, che recidivano continuamente. Ma questo è ovvio, per guarire è necessario eliminare la causa. Le otiti croniche, come la maggior parte di tutti i fenomeni o infiammatori attuali, dipendono quasi sempre dalla reazione dell’organismo a sostanze tossiche presenti negli alimenti attuali. Questa reazione permarrà sinché continua l’introduzione di veleni con gli alimenti.

Come sapete, ho avuto la fortuna d’identificare la madre di tutti i tossici, un residuo dell’Ossitetraciclina, antibiotico largamente e legalmente usato nell’allevamento intensivo, presente nell’osso e nel grasso degli animali da allevamento. Già semplicemente eliminando tutto ciò che può contenere questo tossico, si assiste alla scomparsa dei più svariati fenomeni infiammatori in una percentuale molto elevata di soggetti. Se, poi, si risistemano gli altri elementi sballati dell’alimentazione canina e si utilizzano gli opportuni antiossidanti e principi naturali derivanti dalle piante medicinali, la percentuale di guarigione arriva a oltre il 90% dei casi. Il resto è rappresentato dalle forme patologiche da sempre esistite, comunque una minima parte dei processi infiammatori che affliggono tutte le specie che si cibano dagli ultimi 60 anni di alimenti alterati dall’uomo. Queste specie sono l’uomo stesso, il cane, il gatto, gli animali da reddito, i cavalli, i coniglietti, i pappagalli, i furetti, le cavie, i pesci da acquario, i pesci d’allevamento, gli animali degli zoo e dei circhi. Sono piene di malattie tutte le specie che hanno a che fare con l’uomo! Certo, esistono moltissime altre malattie, ma quelle almeno non sono create dall’uomo.

Qui parliamo dei processi infiammatori diffusi ovunque e presenti per un fine importantissimo: distruggere (o tentare di farlo) tutte le sostanze tossiche che raggiungono l’organismo con gli alimenti alterati dalle coltivazioni e dall’allevamento intensivi.

Come ci si può meravigliare dell’aumento spropositato del cancro? Come ci si può meravigliare dell’aumento delle patologie degenerative, dell’Alzheimer, della demenza senile, delle patologie autoimmuni, dell’enorme aumento delle allergie? Possibile che nessuno faccia due più due?

Terminando con l’orecchio, questo importante organo è solo una delle sedi ove l’organismo distrugge, attraverso il processo infiammatorio, da vedere come un vero e proprio inceneritore, i vari tossici introdotti con gli alimenti. Rispettiamo le normali necessità dell’organismo, dando ai nostri amici a quattro zampe alimenti biologici o a base di pesce o, almeno, non derivanti da sistemi intensivi: li vedrete con i vostri occhi e in breve tempo ritornare lo stato di salute senza impiegare il benché minimo medicinale.

È sufficiente lasciare lavorare i meccanismi di difesa naturali senza farli trovare di fronte ai mostri chimici e farmacologici partoriti dall’uomo per aumentare a dismisura le produzioni senza le opportune e prolungate verifiche sulle loro capacità tossiche e cancerogeniche. In questo modo riusciremo, è vero, a ridurre fino a eliminare la fame nel mondo, ma come metterla col fatto che stiamo arrivando (parole dell’illustre oncologo Umberto Veronesi) ad avere metà della popolazione che andrà incontro al cancro?

Secco, umido o mix?

Meglio il secco, l’umido o meglio tutti e due assieme?
Chi ha un cane e/o un gatto si trova spesso di fronte al dilemma se alimentarlo solo col secco, se dargli solo alimenti umidi o se mescolarli assieme.

Gli alimenti secchi
Essi, come tutti gli alimenti, possono essere ottimi, buoni, cattivi o pessimi. Tutto dipende dalle materie prime che sono state utilizzate e dal giusto mix di esse. Tuttavia, anche con il giusto mix, le crocchette da sole non sono adatte di norma a un consumo continuativo e come unico alimento. Questo perché esse contengono una percentuale di sostanza secca elevatissima (circa il 90%) e pochissima acqua, rendendo troppo denso il torrente circolatorio, sia ematico che linfatico. Di certo, gli alimenti secchi, anche per noi, aumentano la sete, ma può succedere che la sete non sia tale da compensare la quantità di liquidi necessari ad un buon funzionamento dell’organismo. Ciò è valido per un certo numero di cani, ma se ci riferiamo al gatto, qui ogni tipo di crocchetta deve ricevere delle indicazioni più strette: è molto utile, addirittura necessario, mescolare il secco con l’umido. Tutti gli umidi sono caratterizzati da un’alta percentuale d’acqua, e questa caratteristica li rende ideali per bilanciare le caratteristiche di tutte le diete secche.

Gli alimenti umidi
Sul mercato, l’offerta di alimenti umidi è vastissima, e anche i questo caso, esistono umidi ottimi, buoni, cattivi e pessimi. Il criterio è lo stesso del secco: tutto dipende dalle materie prime, che possono essere gli scarti degli scarti, semplici scarti, scarti con parti nobili, solo parti nobili. Come capire cosa acquistiamo? Credo che il metodo migliore sia identificare il produttore e la provenienza delle materie prime impiegate. In questo caso, ad esempio, sono da privilegiare come ottime le aziende Canadesi, Neozelandesi, dell’Alaska o dell’Islanda, ciò perché le loro materie prime sono fra le più pulite. Le Australiane entrano nel gruppo delle buone/ottime, ciò perché esistono in loco sistemi semi-intensivi, che spesso portano all’uso dei farmaci. Altro elemento da considerare è la fetta di mercato che copre un’azienda: se è troppo grande, non potrà utilizzare solo materie prime provenienti dal proprio Paese, ricadendo nella massa del mediocre. Tutto il resto, infatti, viaggia fra il cattivo e il pessimo, perché si usano tutti i sottoprodotti, carcasse e resti di bassa macellazione. Chiarisco che i sottoprodotti non sono di per sé un problema, e cani e gatti potrebbero mangiarli senza problemi di alcun tipo se fossero privi di residui chimici e farmacologici, che vanno tutti a depositarsi proprio su carcasse e sottoprodotti, rendendoli assolutamente poco raccomandabili.

Quindi, come regolarsi?
L’unico modo è di scegliere aziende classificate specie dal pubblico come serie (la gente comune fornisce quasi sempre il giudizio più affidabile), meglio andando a verificare se le loro fabbriche sono nate dalla riconversione di cibi per animali da reddito o sono nate espressamente per fare del petfood. Non fidatevi, tuttavia, dei talebani sul web, cioè di coloro che predicano di avere la verità in mano e la gridano ai quattro venti scagliando anatemi a destra e a manca contro ciò che va contro le loro convinzioni. Nessuno ha la verità in mano, ma la vera forza sta nell’esprimere giudizi basati su quello che si tocca con mano (e lo stato di salute dei propri amici a quattro zampe lo si può verificare con facilità): un animale in piena salute sta quasi sempre mangiando alimenti fatti come si deve. Come più volte sottolineato, i primi elementi da osservare sono la lucentezza del pelo, pulizia degli occhi e orecchie, feci compatte e poco abbondanti, assenza di prurito e di processi infiammatori cronici o ricorrenti.

Una volta scelti i prodotti giusti, in che proporzioni mescolare il secco con l’umido?
La proporzione sarà abbastanza empirica: più o meno, ma senza preoccuparsi troppo col bilancino, mescolare l’80% della quantità di secco prevista sulla confezione con un 20% di umido. La giusta quantità in assoluto non esiste, limitatevi ad osservare se il cane o gatto ingrassa, dimagrisce o è normopeso, e agire di conseguenza.

Natural Killer

Le cellule NK (Natural Killer) dette anche Linfociti NK, sono cellule del sistema immunitario deputate a riconoscere ed eliminare le cellule tumorali, ma anche quelle infettate dai virus. Esse producono citochine, fra le quali è molto importante il gamma-interferone, il segnale col quale la componente innata del sistema immunitario riconosce la necessità di attivare il processo infiammatorio a difesa dell’organismo. Le NK sono in grado di distruggere le cellule tumorali, ed essendo indipendenti dall’immunità specifica, non necessitano di attivazione e possono espletare il loro compito vitale immediatamente, costituendo la prima linea difensiva del sistema immunitario. Proprio queste caratteristiche le rendono fondamentali come meccanismo di difesa.
Quando le NK riconoscono le cellule tumorali e ne perforano la membrana (perforine), consentendo l’ingresso di enzimi litici (i granzimi) al fine di indurre la morte per apoptosi.

Ricerche recentissime del nostro Dipartimento di Ricerca e Sviluppo, in collaborazione con l’immunologo Prof. Giuseppe Terrazzano del Dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata, appaiono evidenziare che tale importante reparto dell’esercito di difesa dell’organismo, molto attivo nel controllo dello sviluppo del cancro, possa essere indotto ad una produzione smodata di citochine infiammatorie in vitro (il gamma-interferone) da un inquinante farmacologico tossico, l’Ossitetraciclina, da noi già identificato come agente citotossico e scatenante un’esacerbazione della cascata infiammatoria, generando danno tissutale. Fatto forse ancora più importante, le ricerche in vitro su specifiche piante medicinali (riguardo alle quali SANYpet, nella figura del Dott. Gianandrea Guidetti, ha un elevato grado di conoscenza), hanno evidenziato un’importante capacità di tali piante nel favorire il recupero funzionale delle cellule NK per quanto riguarda la regolarizzazione della secrezione di gamma-interferone. Gli studi sono ancora preliminari e vanno naturalmente confermati ed estesi, ma gli sviluppi nella lotta al cancro o nella comprensione della malattie autoimmuni ed immuno-mediate che ne possono nascere, potrebbero rivelarsi veramente importanti. Infatti, il sistema immunitario normalmente non reagisce contro se stesso, cioè le componenti proprie dell’organismo (cellule, tessuti ed organi), e non si attiva, quindi, verso ciò che viene riconosciuto come normale costituente. Quando questo fenomeno si verifica, si sviluppano le malattie autoimmuni. Un’alterazione delle cellule NK potrebbe determinare l’inefficacia del controllo del cancro o lo sviluppo di malattia autoimmuni ed immuno-mediate.

La struvite

Parliamo della struvite, una patologie molto diffusa specie nel gatto, ma che colpisce anche il cane. Poiché si tratta di piccoli calcoli, più simili a sabbia che a pietruzze, la patologia colpisce più i maschi delle femmine, che hanno la fortuna di essere dotate di un’uretra più larga. Il maschio, quindi, ha molte più probabilità di bloccarsi, specie i felini, che hanno un’uretra veramente in miniatura.

Perché questa grave patologia, che può comportare la necessità di una delicata operazione, è così frequente? Sono convinto che la spiegazione è semplice, specie per il gatto. Questo splendido felino è un animale di origine desertica, e la natura lo ha previsto, ovviamente, strutturato per avere necessità di limitate quantità d’acqua. Quando viene nutrito a crocchette, riceve una quantità di sostanza secca molto alta, superiore al 90% della formula. Per compensare un cibo così secco, il gatto dovrebbe bere notevoli quantità d’acqua, ma la sua natura di creatura del deserto non lo porta ad aumentare la sete in modo sufficiente. Ciò comporta una maggiore densità di tutti i fluidi organici, creando uno scompenso nell’attività normale dei reni.

Risultato? Si forma la renella, questa sabbietta che può ostruire anche completamente la fuoriuscita dell’urina. A questo punto, sono stati create delle formule che riescono a sciogliere questi calcolini. Ma poiché prevenire è meglio di curare, vi do un semplice suggerimento: mescolate ogni mangime secco con dell’umido (fra il 20 e il 30% della razione totale. Poiché l’umido è caratterizzato da una percentuale di acqua esattamente opposta al secco (oltre l’80% d’acqua e 20% di sostanza secca), il mescolarli riporta molto spesso la normale proporzione, riducendo molto il rischio della renella, anche nel cane.

A proposito di petfood

Chiunque voglia dedicare un minimo di attenzione al mondo degli animali domestici (e dubito fortemente che esista qualcuno che non abbia a cuore l’argomento) e alimenta il proprio cane o gatto con questi alimenti industriali, è sicuramente turbato dalle notizie allarmanti che provengono da più parti.

Allarme crocchette
Tali allarmi identificano le crocchette come causa principale dei problemi che affliggono gran parte degli animali e invitano ad abbandonare questo tipo di alimentazione per ricorrere, come minimo, alle diete “Grain Free” e a base di proteine alternative. Purtroppo, però, dopo un miglioramento iniziale anche vistosissimo, ci si ritrova rapidamente con gli stessi problemi.

Grain Free, la soluzione?
Il “Grain” non è certo un alimento eccezionale, anzi, ma non è neanche la vera causa dei guai del cane, perché, nonostante le recenti convinzioni, l’intestino del cane possiede, a differenza del suo progenitore lupo, gli strumenti genetici (vedi ricerca indipendente effettuata in Svezia dell’Università di Upsala) in grado di digerire perfettamente il cereale (sempre che sia di buona qualità e cotto bene).

Diete casalinghe
Anche ricorrendo a diete casalinghe, paleo diete, Barf o dieta raw, ci si illude di aver trovato la soluzione definitiva per vedere in salute il proprio amico, ma, quasi inspiegabilmente, ci si trova ad affrontare ricadute più o meno periodiche. Insomma, sembra proprio che la soluzione ideale non esista.

La soluzione più efficace
Ma non è così, la soluzione ce l’abbiamo sotto il naso, eppure nessuno l’ha identificata. Non proprio nessuno, perché ho personalmente avuto la fortuna di individuare la soluzione che permette di riportare le patologie a livelli “normali”. Questo perché è impossibile sconfiggere le malattie, che, purtroppo, hanno una funzione terribile ma naturale: tenere sotto controllo la numerosità delle varie specie. Quindi, l’obiettivo raggiungibile è eliminare le patologie determinate dall’uomo e dai suoi errori.

L’osso il minimo comun denominatore
Qual è, dunque, il minimo comune denominatore tra diete così diverse? Il nemico invisibile, che porta i fautori di ogni dieta a negare i suoi aspetti negativi e a evidenziare quelli delle altre, è un elemento che sistematicamente o periodicamente o saltuariamente fa parte di tutte le diete, sia industriali sia casalinghe: l’osso!
Questo alimento, che da migliaia di anni viene assunto dal cane, compare e scompare dalla sua dieta a seconda delle varie convinzioni, che possono contrapporsi ed essere al tempo stesso entrambe corrette: da un lato c’è chi sostiene che l’osso faccia parte dell’alimentazione naturale del cane e gli conferisce funzioni nutrizionali, digestive e meccaniche di pulizia dentale, e dall’altro lato c’è chi lo ritiene, giustamente, pericoloso per altri problemi, di tipo meccanico (fecalomi, occlusioni e perforazioni) e perché l’animale non è più abituato a gestirlo. Fatto sta che i problemi compaiono, cronici, quando l’osso fa parte dell’alimentazione quotidiana, o saltuari o periodici quando viene dato solo in determinate situazioni.

L’osso è presente quasi dappertutto
Faccio osservare che molti, usando crocchette o scatolette o snack sono magari convinti di non dare da mangiare osso al loro cane, mentre è comunque presente nelle farine di carne tradizionale e anche negli alimenti umidi.

L’osso, la causa delle patologie più frequenti
Ma perché l’osso è la causa dei problemi cronici o ricorrenti più comuni del cane e del gatto (congiuntiviti, lacrimazione costante, cheratiti, gengiviti, alito cattivo e stomatiti, placca e tartaro, otiti, gastriti, vomito a digiuno notturno, flatulenza, diarrea o feci malformate, dermatiti, forfora, cute maleodorante, perdita costante del pelo indipendentemente dall’avvicendamento delle stagioni, prurito furioso al collo e fondo schiena, leccamento della zampa e vari problemi comportamentali, tutti raggruppabili sotto un altro minimo comune denominatore, ovvero l’ansia)?

Osso e ossitetraciclina
Il motivo non è l’osso in quanto tale, ma ciò che troppo spesso veicola: i residui tossici dell’ossitetraciclina, un antibiotico largamente e legalmente usato nell’allevamento intensivo, specie del pollo, che diventa tossico quando si deposita proprio nell’osso e, in minor parte, nel grasso. Di questa sua tossicità e capacità di scatenare reazioni infiammatorie violente, clinicamente scoperta personalmente già da oltre 40 anni, esistono prove inoppugnabili, documentabili su due riviste scientifiche, “Poultry Science” e “Journal of Biochemical Molecular Toxicology”.

Una trasformazione diabolica
Purtroppo nessuno, a livello mondiale, si era mai accorto di questa trasformazione diabolica dell’ossitetraciclina; dico “diabolica” perché questo antibiotico è molto efficace nel combattere o evitare le patologie dovute all’allevamento intensivo, è estremamente economico e non produce alcuna reazione diretta negli animali, non richiedendo in tal modo approfondimenti di sorta da parte delle autorità sanitarie di tutto il mondo.

Una lacuna nei controlli
Questa incredibile “lacuna” della scienza sta complicando in modo veramente impressionante la vita dei nostri pet. Tutto ciò potrebbe sembrare semplice teoria, ma l’esperienza clinica toglie ogni dubbio: eliminate completamente qualsiasi alimento che contenga osso derivante da allevamento intensivo, e vedrete sparire una percentuale impressionante delle manifestazioni patologiche sopra descritte.

L’allevamento intensivo
È importante sottolineare “osso derivante da allevamento intensivo”, perché l’osso degli animali non trattati si “limita” a provocare eventualmente i problemi già citati, cioè fecalomi, occlusioni o perforazioni intestinali.

Come verificare se un alimento è sano
Suggerisco sempre di utilizzare questo semplice sistema per verificare se un alimento non ha controindicazioni per il vostro animale: NON deve comparire, a due o tre ore dalla sua ingestione, alcuno dei sintomi sopra citati. Se i sintomi sono già presenti cronicamente, analizzate la composizione degli alimenti che date al vostro pet ed eliminate tutti quelli che contengono o possono contenere, anche se non dichiarati, osso derivante da allevamento intensivo. Non è difficile far star bene i propri beniamini, senza fare guerre di religione fra i fautori delle varie diete, perché, se ben formulate e prodotte seriamente, anche le diete industriali possono garantire un ottimo livello di salute. Basta scegliere aziende serie e guardare bene le loro formulazioni. Buona dieta a tutti!

Perché i cuccioli crescono troppo

Chiunque si intende di cani dal semplice appassionato all’allevatore o al veterinario, ha osservato che i cuccioli di tutte le razze crescono in modo esagerato, e che già a sei mesi le loro dimensioni sono simili a quelle degli adulti. In tutti i cuccioli, inoltre, è evidente un aumento della massa grassa rispetto a quella magra, tanto che, ormai, quasi tutti considerano normali soggetti che non lo sono affatto. L’anormalità della crescita si evidenzia negli specifici standard di razza, che, rispetto al passato, sono stati innalzati spesso vistosamente, nella convinzione che l’aumento medio dell’altezza sia semplicemente dovuto, analogamente a ciò che succede nei “cuccioli” umani, al miglioramento dell’alimentazione. Ciò, in parte, è vero, ma semplici osservazioni dimostrano che questo cambiamento è dovuto nella massima parte ad una alterazione degli alimenti.

L’esempio del labrador
Ad esempio, i labrador sono particolarmente soggetti a questo fenomeno, con il risultato che un cane di questa razza normopeso viene considerato magro. Addirittura soggetti con una rapporto massa magra/massa grassa fisiologico vengono scartati dalle competizioni anche dai giudici internazionali perché considerati troppo magri.

Altro che la genetica!
Ma cosa ha provocato tutto ciò? La risposta è più semplice di quello che si potrebbe pensare: le formule dell’alimentazione industriale, le comunissime crocchette di quasi tutte le marche, sono pesantemente sbilanciate, presentando una quantità di Omega6 molto superiore agli Omega3. Proprio questo sbilanciamento provoca la crescita esagerata dei cuccioli che abbiamo prima evidenziato.

Come evitare una crescita patologica
Il meccanismo è il seguente: gli Omega6 fanno crescere TUTTE le linee cellulari, in special modo quelle adipose, mentre gli Omega3 le tengono sotto controllo. Solo una dieta bilanciata, con un rapporto fra questi due acidi grassi essenziali vicino all’1:1 permette una crescita corretta e armonica, unico modo non solo per non avere soggetti tendenti all’obesità, ma anche per non farli andare incontro a quelle comunissime patologie osteo-articolari (displasia, osteocondrite dissecante, anomalie degli appiombi, lussazione della rotula) che rischiano di condizionare tutta la loro vita.

Il pericolo Ossitetraciclina
Oltre al problema dell’eccesso di Omega6 nel petfood tradizionale,, esiste il concreto e comune pericolo della frequente presenza, nelle farine basate sulla carne derivante da allevamento intensivo, di un residuo tossico dell’ossitetraciclina, un antibiotico largamente e legalmente utilizzato durante la crescita specie del pollo. Questo residuo., se presente nell’alimentazione del cucciolo, provoca violenti processi infiammatori che, nella delicata fase della crescita, colpiscono facilmente le strutture osteoarticolari, danneggiandole e provocando un aumento dei fenomeni di displasia, osteocondrite dissecante e difetti negli appiombi.

Prendiamoci cura nel modo migliore di chi non può scegliere
Se consideriamo che il momento della crescita del cucciolo è paragonabile alla costruzione delle fondamenta di un edificio, possiamo facilmente capire come questa delicatissima fase deve essere affrontata con estrema cautela, scegliendo l’alimentazione più corretta, che rispecchi i principi nutrizionali che sono stati citati. Utilizzate alimenti ricchi in pesce, importante fonte di Omega3 e di proteine di alto valore proteico, preferite prodotti che contengano condroprotettori naturali. Chiedete consiglio al vostro veterinario, cercando di capire se è sensibile agli argomenti sopra enunciati, e ricordate che siete voi che avete la responsabilità di scegliere, perché i nostri pet non possono farlo.